“Tutto quello che può diventare un NFT diventerà un NFT”, è il parere di Brian Trunzo metaverse Lead di Poligon Studios sul futuro del mercato dei token non fungibili

Possiamo dire che il metaverso è entrato nella coscienza collettiva solo negli ultimi mesi, con un concetto peraltro ancora sfuggente per il grande pubblico, ma ormai ben chiaro per chi non è nuovo nel mercato degli asset digitali.

Il concetto di metaverso ha però già preso piede da tempo nei circoli tecnologici già da quando Neal Stephenson lo ha introdotto in un suo romanzo intitolato “Snow Cash” pubblicato nel 1992.

Stephenson all’epoca aveva immaginato una rete attraverso la quale le persone avevano la possibilità di riunirsi in un mondo virtuale servendosi dei propri avatar. Ernest Cline aveva poi apportato qualche modifica a questa visione, combinando quell’idea con la sensibilità della cultura pop nel film “Ready Player One”.

Il punto è che né l’uno né l’altro autore avevano concettualizzato NFT, cioè quei token virtuali, risorse basate su blockchain che rappresentano un atto di proprietà su risorse digitali ma anche del mondo reale.

Trunzo, Polygon Studios “tutto ciò che può diventare un NFT diventerà un NFT”

Il metaverso e gli NFT (Non Fungible Token) sono strettamente correlati, ma in che modo si intersecano esattamente? Brian Trunzo, metaverse lead di Polygon Studios, spiega dove si inseriscono gli NFT, e in estrema sintesi ci dice: ovunque.

“Penso che tutto ciò che può diventare un NFT diventerà un NFT” ha spiegato Trunzo nel corso di una recente intervista, aggiungendo che in mondi come quelli rappresentati in Snow Crash o Ready Player One “tutto sarà necessariamente in NFT”.

Un punto di vista che non dovrebbe sorprendere più che tanto se si tiene conto del fatto che Polygon Studies sta lavorando a progetti come giochi NFT, e altri legati al metaverso come l’omonima sidechain di Ethereum. Questo vuol dire che più guadagnano popolarità i token non fungibili nel metaverso, più ha da guadagnare lo studio di venture capital.

Trunzo vede però interessanti prospettive anche in un particolare segmendo del metaverso, quello dell’abbigliamento. “Il mondo della moda è un’economia da 2 trilioni di dollari. E molti pensatori, me compreso, credono che la moda digitale un giorno lo farà sembrare insignificante“.

Ed effettivamente sia le aziende di calzature che quelle della moda si stanno preparando a lanciarsi nel postmoderno. Nike lo scorso dicembra ha acquistato RTFKT Studios, che s concentra su NFT a tema sneaker, mentre Dolce & Gabbana ha integrato i wearable NFT nelle sue sfilate.

Secondo Brian Trunzo si tratta quindi di “un’enorme opportunità” ed i consumatori non dovrebbero essere preoccupati del fatto che la non fungibilità e l’unicità dei token possano determinare costi proibitivi per gli NFT, quando si tratta di oggetti di uso quotidiano nel metaverso. “Non deve essere una risorsa scarsa” spiega Trunzo “potrebbero essercene molti”.

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