Blockchain: così AssetBlock tokenizza le proprietà immobiliari, un’opportunità anche per l’Italia

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La tokenizzazione è uno dei fenomeni più interessanti tra quelli che accompagnano l’esplosione della tecnologia blockchain; per comprendere meglio di cosa stiamo parlando sfruttiamo una notizia che sta circolando proprio in questi giorni e che riguarda la startup immobiliare AssetBlock. L’azienda, infatti, ha annunciato proprio oggi il lancio della sua nuova piattaforma per il trading di proprietà commerciali sulla blockchain Algorand (che utilizza un protocollo POS per funzionare). Intervistato da CoinDesk Mark Liddell, CEO di AssetBlock, ha confermato che la nuova piattaforma offrirà agli utenti la possibilità di investire in immobili commerciali come, ad esempio, SPA ed hotel di lusso, tuttavia la possibilità di scambiare ALGO (la criptovaluta nativa della piattaforma) con quote di proprietà di immobili non è ancora disponibile, ma lo sarà presto, è lo stesso Liddell a prometterlo assicurando che tutto sarà pronto entro ottobre. La startup lavora alla piattaforma ormai da oltre un anno e si è orientata alla blockchain Algorand in virtù dei tempi rapidi di transazione e dell’elevata scalabilità. Steve Kokinos (CEO di Algorand, partner strategico di questa iniziativa per AssetBlock) ha di recente affermato che la tokenizzazione migliora l’accesso agli investimenti globali ed ha speso parole importanti per questo fenomeno affermando che:

“Penso che l’idea di ricorrere alla tokenizzazione e alle valute decentralizzate per democratizzare la finanza sia una grande opportunità per un gran numero di persone nel mondo attualmente escluse dal mondo della finanza, oggi è finalmente possibile godere di numerose opportunità di investimento che, prima d’ora, non sono mai state realmente accessibili alle persone comuni.”

L’idea, sostanzialmente, è quella di parcellizzare la proprietà dividendola in quote per mezzo dei token, in questo modo per investire, ad esempio, su un hotel di lusso non si dovrà disporre di un capitale enorme; questo permetterà sia alle persone comuni di partecipare agli utili nonostante dispongano di somme che, normalmente, non gli avrebbero consentito alcun investimento, sia alle aziende di finanziare più facilmente la propria attività, dal momento che non saranno più costrette a trovare pochi investitori molto facoltosi ma potranno puntare sui grandi numeri. La stessa cosa si può fare sostanzialmente per qualunque attività, non solo per la proprietà immobiliare; si può tokenizzare, ad esempio, un’opera d’arte o addirittura interi musei. Questo apre nuove opportunità persino per gli stati, in Italia, ad esempio, potremmo tokenizzare un’opera d’arte come il Colosseo per ricavare la liquidità necessaria a ristrutturarlo, offrendo agli investitori una partecipazione sugli incassi dei biglietti e mantenendo comunque il 51% della proprietà dell’opera. Questo è solo un esempio, la stessa identica cosa la potrebbero fare le aziende, con un iter sensibilmente semplificato rispetto a una normale quotazione in borsa; le opportunità offerte dalla tokenizzazione, per concludere, sono infinite e apportando benefici praticamente per chiunque, dalle persone comuni (fino ad oggi escluse da determinati investimenti) passando per le aziende e fino ad arrivare agli stati.