Bitfinex apre all’acquisto di criptovalute con carte di credito e di debito, è un buon segnale per il mercato

Anche se a coloro che si sono avvicinati da poco al mondo delle criptovalute sembrerà difficile da credere c’è stato un tempo in cui acquistare bitcoin o qualunque altra criptovaluta non era esattamente la cosa più facile del mondo; gli exchange che gestivano le valute FIAT erano pochi, il grosso utilizzava USDT (la prima stablecoin mai nata) per proteggersi dalla volatilità e sui principali scambi del mercato non transitava neanche un dollaro in valuta a corso legale. Gli acquisti tramite bonifico e carta di credito non erano a porta di tutti e molto dipendeva dalle banche, che però mettevano in blacklist gli IBAN delle società che consentivano di acquistare bitcoin, col risultato che spesso i bonifici tornavano indietro; le cose sono molto cambiate nel corso degli ultimi cinque anni ed oggi non solo esistono numerosi intermediari che consentono di acquistare criptovalute con una carta (di credito, di debito, o prepagata), ma il numero di ATM si è moltiplicato e, soprattutto, le piattaforme di scambio si sono aperte alle valute FIAT. L’ultima, in ordine di tempo, è stata bitfinex che proprio ieri ha annunciato che permetterà ai suoi utenti di acquistare criptovalute usando le proprie carte di credito e di debito. Tutto questo è stato reso possibile da una serie di azioni che hanno dato vita a partnership strategiche, come quella con Bitrefill di cui ci siamo già occupati, dall’ascesa del Lightning Network e dalla collaborazione con Chainalysis che si occuperò di garantire la conformità dello scambio alle normative antiriciclaggio.

Col trascorrere del tempo, quindi, il mercato continua a crescere e a maturare, aumenta il numero di intermediari che offrono soluzioni di pagamento, cresce la rete Lightning che consente di gestire anche micro-transazioni senza intasare la rete e senza pagare commissioni, aumenta il numero di scambi che, dopo essersi assicurati di essere conformi alle normative, aprono all’uso delle carte di debito e di credito, aumentano i bancomat (appena qualche settimana fa si è raggiunto un nuovo record con oltre 6mila dispositivi installati in tutto il mondo) ed aumentano anche le società che emettono carte prepagate ricaricabili in criptovaluta. A questo punto dovrebbe essere quanto mai chiaro che non solo il mondo delle cripto non è una bolla, ne uno schema ponzi o una truffa, ma una realtà solida, che muove miliardi di dollari e che ha ormai consolidato un sistema di pagamento alternativo e capace non solo di funzionare meglio ma anche di ridurre i costi per tutti. Insomma, il mondo delle cripto è già pronto a sostituirsi all’attuale sistema economico-finanziario, se questo tarda a succedere è solo perché questa tecnologia mette in discussione il senso stesso e l’utilità di molte istituzioni, anche a livello politico. Qui è in ballo molto di più che il futuro dei sistemi di pagamento, qui è in ballo il modo in cui viene esercitata la governance, ed è per questo che tanti paesi, soprattutto qui in Europa, rifiutano categoricamente di cavalcare questo tipo di innovazione; l’intelligenza e l’efficacia di questi nuovi modelli, però, è fuori discussione per cui è davvero ormai solo questione di tempo prima che la transazione dal vecchio modello a quello nuovo si realizzi. Non resta quindi che farci trovare pronti quando tutto questo, inevitabilmente, succederà.