Bitcoin: un flash crash nella giornata di ieri ha causato un crollo del 40% dell’hashrate

bitcoin da satellite

Chi inizi la lettura di questo articolo con la speranza di riuscire a capire cosa sia successo rimarrà deluso, in questo momento non c’è una spiegazione valida a quanto accaduto ieri; andiamo con ordine e spieghiamo però il più chiaramente possibile di cosa stiamo parlando. Nella giornata del 23 settembre, in maniera del tutto inaspettata ed attualmente, come detto, ancora inspiegabile, l’hashrate della rete bitcoin (cioè la potenza di calcolo espressa dai nodi) è crollata del 60% in pochi minuti; a dimostrarlo sono i dati dei vari siti di analisi che certificano come l’hashrate sia precipitato da 166ph/sec ad appena 60ph/sec. La cosa rappresenta chiaramente un problema perché, come tutti sanno, maggiore è l’hashrate della rete più questa è considerata sicura, il fatto che ci sia stato un crollo così improvviso e violento è quindi un’anomalia abbastanza preoccupante; in questo momento la rete ha recuperato parte dell’hashrate perduto ieri riportandosi intorno a quota 90ph/sec, ma è ancora ben lontana dal record precedente. Non è comunque la prima volta che si manifesta un fenomeno del genere, l’ultima volta che è accaduto è stato nel novembre 2017 con un crollo vicino al 50%; considerando quello che è successo mesi seguenti, col prezzo che ha toccato il suo massimo storico appena una sessantina di giorni dopo potremmo persino considerare quanto accaduto ieri come una specie di buon auspicio. Proviamo però a capire quali possono essere state le cause di questo crollo; la prima cosa che mi viene da pensare è che, vista l’esplosione del mining abusivo di cui vi stiamo dando notizia negli ultimi mesi, lo smantellamento di una grossa botnet potrebbe essere sicuramente causa di un crollo del genere anche se, a dirla tutta, appare inverosimile prima di tutto perché un’azione del genere avrebbe avuto un suo risalto e secondo perché è inimmaginabile che il 60% di tutta la potenza di calcolo della rete sia imputabile a una botnet. Al netto di questa ipotesi, che rimane comunque sul campo, la cosa più probabile è che abbiano coinciso tutta una serie di fattori; quello che intendo dire è che possono essersi verificati, in maniera del tutto casuale, una serie di eventi del tutto svincolati tra loro ma che hanno finito col causare tale crollo. Ad esempio una grossa mining farm potrebbe aver spento parte del suo impianto per rinnovare le macchine e, contemporaneamente, potrebbe essersi prodotto qualche problema tecnico in qualche grossa pool e, magari, perché no, potrebbe esserci anche stata la simultanea chiusura di qualche miniera abusiva; se questa serie di fattori si fosse, per pura coincidenza, verificata in simultanea ecco che avremmo una spiegazione valida di ciò che è successo ieri. In questo momento, però, è abbastanza inutile fare ipotesi come le mie, che magari tra qualche giorno appariranno strampalate, meglio attendere che siano gli esperti a studiarci e a spiegarci che cosa è successo.