Bitcoin sbarca sul Nasdaq, la conferma del test da un account twitter

bitcoin nasdaq

La notizia, ma sarebbe meglio dire “il tweet” visto che la cosa si è diffusa proprio attraverso la nota piattaforma di micro-blogging, è di un paio di giorni fa ma, probabilmente complici anche le feste, ha iniziato a fare il giro del mondo in queste ore; andiamo con ordine e facciamo il punto della situazione. Il 22 Aprile un utente twitter (Cryptopolis) ha pubblicato lo stamp di una schermata dal quale si evince che sarebbe riuscito ad acquistare BTC attraverso la più grande piattaforma di trading statunitense (TDAmeritrade), accompagnando il tutto con la fras:

“Bitcoin viene adesso scambiato su Nasdaq”

Fai trading ora con
eToro Demo gratuita

La notizia ci ha messo un po’ di tempo a circolare perché in molti hanno pensato a una bufala, del resto anche la stessa assistenza clienti della piattaforma di trading ha in un primo momento negato la cosa; successivamente è però venuto fuori che è effettivamente in corso un test per quotare BTC su nasdaq e TDAmeritrade sta partecipando attivamente a questo test. A contribuire alla diffusione della notizia (finendo anche per accreditarla come vera) è stato Charlie Lee (fondatore di litecoin) che con un tweet ha introdotto il tema ai suoi follower (che sono poco meno di un milione); ed ecco come questa storia di bitcoin quotato dal nasdaq ha iniziato a fare il giro del mondo. Per adesso non si tratta di nulla di concreto, come accennato si è trattato di un semplice test, ma la notizia ha comunque una certa rilevanza anche perché se già prima era scontato che questo accadesse, adesso abbiamo la conferma che è solo una questione di tempo prima che anche bitcoin approdi sul nasdaq. Molti analisti hanno messo in relazione proprio questa serie di tweet all’ulteriore rialzo che bitcoin ha avuto negli ultimi due giorni, anche se tale correlazione potrebbe essere tirata per i capelli, del resto sono almeno due settimane che ripetiamo nelle nostre analisi che BTC è chiaramente indirizzato a testare la resistenza in quota 6000$. In ogni caso, che ci voglia ancora un anno o che sia necessario attendere più tempo, ormai dovrebbe apparire chiaro a tutti che la creatura di Satoshi non si eclisserà sparendo nel nulla come molti detrattori profetizzano, ma appare chiaramente destinata a sopravvivere alla prova del tempo (come ha già in parte dimostrato); presto o tardi arriveranno le approvazioni di future, bitcoin verrà quotato su nasdaq e sulle altre borse del mondo, poi sarà il turno delle altcoin e man mano che l’adozione continuerà a crescere le criptovalute rivoluzioneranno le regole dell’economia e cambieranno per sempre il nostro modo di percepire il denaro. Questo è, per chi negli ultimi anni ha imparato a conoscere questa tecnologia, abbastanza inevitabile, quello che invece resta da capire è se tutto questo rappresenterà effettivamente un vantaggio per le persone comuni o se non finirà invece per essere una leva per stringere il controllo sui cittadini riducendone la libertà; se da un lato, infatti, le criptovalute garantiscono privacy e anonimato (sono nate per questo) dall’altro le monete centralizzate sviluppate con la tecnologia DLT rischiano di favorire al contempo la scomparsa del denaro cartaceo e il controllo dei governi su ogni singolo movimento di denaro fatto dalle persone comuni. La vera battaglia, in altre parole, è appena cominciata.