Bitcoin: la parola “satoshi” approda sul prestigioso dizionario inglese OED

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Non è la prima volta che succede, già nel 2013 l’OED (acronimo di Oxford English Dictionary, uno dei più prestigiosi vocabolari del regno unito) aveva aggiunto la parola Bitcoin al proprio dizionario definendolo comevaluta digitale che regola le transazioni in assenza di una banca centrale”; poco dopo, nel 2014, sempre l’OED include la parola “criptovaluta” nella sua nuova edizione definendola “valuta digitale che utilizza tecniche crittografiche per regolare il valore unitario e verificare il trasferimento di fondi in assenza di una banca centrale”. Il fatto che anche la parola “satoshi” finisca finalmente sui dizionari inglesi è un piccolo omaggio a una persona, la cui reale identità rimane a tutt’oggi sconosciuta, il cui lavoro ha portata epocale e che ha posto le basi per cambiare radicalmente il nostro modo di percepire il denaro. L’OED ha deciso di definire la parola satoshi comela più piccola unità monetaria di bitcoin, che prende il nome dallo pseudonimo del suo inventore, Satoshi Nakamoto”. Chiaramente anche nel nostro paese il gergo dell’industria blockchain ha fatto irruzione nei dizionari, la treccani, ad esempio, ha incluso bitcoin tra i neologismi del 2013 nel suo dizionario online con una definizione però, meno ricca e puntuale di quella adottata dall’OED; come si può leggere sul sito, infatti, la treccani definisce bitcoin come “Valuta digitale, adoperata dagli utenti della rete”. Più recente invece l’introduzione del termine criptovaluta, che compare come neologismo nel 2018, con una definizione questa volta più adeguata di quella che abbiamo appena visto; secondo treccani, infatti, la definizione di criptovaluta è “Strumento digitale impiegato per effettuare acquisti e vendite attraverso la crittografia, al fine di rendere sicure le transazioni, verificarle e controllare la creazione di nuova valuta” per cui in questo caso possiamo affermare che è stato fatto un lavoro migliore per dare una definizione di criptovaluta, mentre per quanto riguarda la definizione di bitcoin consiglierei di lavorarci ancora. Sembrerà strano, ma il fatto che determinate parole finiscano sui dizionari è importante perché dimostra come questo gergo stia entrando nel linguaggio quotidiano ed è sintomatico di come questi strumenti stiano diventando sempre più diffusi; insomma, per essere una bolla, una truffa, uno schema ponzi (come sostengono i detrattori) destinata a sgonfiarsi presto come ogni moda passeggera la moneta crittografica di strada ne ha fatta in questi anni ed anche parecchia. Presto verrà il giorno in cui anche i più accaniti detrattori negheranno di aver mai sostenuto certe tesi e magari li vedremo anche rilasciare interviste in cui dichiareranno fieramente “ah, ma io l’avevo detto che era una svolta epocale”, un po’ come già accaduto coi computer, con gli smartphone, con le stampanti 3D e praticamente con qualunque tecnologia apparsa negli ultimi anni.