Austria: con le criptovalute adesso puoi pagare anche le bollette

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La notizia ha iniziato a circolare ad inizio settimana, quando il primo operatore nel settore delle telecomunicazioni in Austria ha ufficializzato con un comunicato stampa la propria decisione di accettare criptovalute come forma di pagamento; a partire da lunedì scorso, infatti, i clienti austriaci di A1, così si chiama l’operatore, potranno saldare le proprie fatture usando, oltre alla valuta fiat, anche BTC, ETH, XRP, LTC, XLM e DASH. Il progetto è ancora in fase di sviluppo e per adesso sarà attivo solo presso alcuni negozi selezionati nelle città di Kärntnerstraße, Wien Mitte The Mall, Krems Bühl Centre, Graz Herrengasse, Linz Landstraße, Salzburg Europark e Innsbruck Kaufhaus Tyrol, ben presto però dovrebbe essere esteso a tutto il paese. Tutto questo è stato reso possibile dalla partnership tra A1 e Salamantex (azienda attiva nel campo delle valute virtuali), Concardis (specializzata in servizi di pagamento digitali) e Ingenico (operatore francese leader nelle soluzioni di pagamento intelligenti); il gestore di telefonia fissa A1 permetterà inoltre di pagare le proprie fatture usando servizi come Alipay e WeChatPay (sempre entro la fine di questo mese) che sono estremamente diffusi tra gli utenti di origini cinesi. Markus Schreiber, responsabile dell’ufficio Business Marketing di A1, ha dichiarato che la decisione di implementare le maggiori valute virtuali come forme di pagamento è stata dettata dal fatto che le criptovalute stanno diventando sempre più diffuse a livello globale; il denaro, sostiene Schreiber, rappresenta un sistema di pagamento obsoleto e questo può essere constatato in tutti i settori. Ovviamente l’azienda ha già elaborato una serie di strategie per ridurre il rischio di perdere denaro a seguito della conversione da cripto in valute fiat, eventuali commissioni, infatti, verranno saldate direttamente dal cliente mentre i rischi dovuti alla volatilità e alla fluttuazione del prezzo durante la convalida della transazione sarà gestito dai fornitori (Salamantex, Concardis e Ingenico); A1, quindi, dimostra quanto sia semplice per un’azienda strutturata aprirsi al mondo delle criptovalute, guadagnando nuove fette di mercato e rischiando praticamente nulla. La speranza è che il suo esempio possa essere rapidamente seguito da numerose altre aziende europee di modo che anche qui in Europa sempre più persone imparino a conoscere le criptovalute e le opportunità che questi nuovi mezzi di pagamento presentano.