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Bitcoin in vendita nelle tabaccherie, i francesi di Keplerk ci provano ancorata

La notizia ha iniziato a circolare all’inizio di quest’anno, tuttavia il servizio, lanciato a gennaio, è stato sospeso nel giro di neanche un paio di mesi; adesso la startup francese Keplerk ci riprova ed annuncia nuovamente che a partire da ieri è possibile di nuovo acquistare bitcoin presso più di 5000 tabacchini capillarmente diffusi in tutto il paese. I tagli disponibili per gli utenti saranno da 50/100/250 Euro, il tutto è stato confermato BFM TV. I terminali che renderanno possibile questa svolta sono offerti da Bimedia, partner strategico di Keplerk in questa iniziativa; il problema è che fonti attendibili avevano già confermato che la banca centrale francese non aveva accolto, per usare un eufemismo, con entusiasmo questo tipo di iniziativa che, infatti, si era da subito arenata raccogliendo pochissime adesioni. La startup aveva giustificato la propria scelta di sospendere il servizio affermando che c’erano diversi problemi tecnici da risolvere, prima di tutto i tempi eccessivamente lunghi per l’accredito dei bitcoin acquistati sui wallet degli utenti, con alcuni clienti che avevano denunciato di aver dovuto attendere oltre otto ore per vedersi accreditate le proprie monete. Alcuni tabaccai, intervistati in merito, hanno riferito che l’interesse da parte della clientela era sicuramente alto ma che gli inconvenienti tecnici constatati non erano tollerabili; a questo punto Keplerk ha deciso di prendersi altri mesi di tempo per lavorarci su ed attualmente sembra che i tempi di transazione si siano notevolmente ridotti così come le commissioni previste, crollate dal 7% al 5,5% per i coupon da 250. Per avere dati ufficiali sul successo dell’operazione dovremo comunque attendere ancora diversi mesi, tuttavia per adesso sembra che la startup francese si senta sicura di poter erogare un servizio all’altezza; intanto però un’altra azienda francese (Digycode) ha denunciato che buona parte del progetto sarebbe stato letteralmente copiato da loro; da quello che riporta BFM tv, infatti, sembrerebbe che il primo progetto messo in campo da Keplerk (Paysafebit) presenterebbe le stesse precise e identiche condizioni generali di vendita pubblicate sul sito di Digycode. Christopher Villegas, CEO della startup, ha dichiarato di aver contattato Keplerk per avere delucidazioni in merito ma che, ad oggi, non gli sarebbe pervenuta alcuna risposta. Insomma, al netto dell’interesse dei francesi per questa iniziativa e del corretto funzionamento delle procedure che consentiranno di acquistare bitcoin presso oltre 5000 tabaccherie del paese, il rischio è che Keplerk finisca con l’essere trascinata in tribunale e, di conseguenza, il servizio potrebbe finire con l’essere nuovamente ritirato.

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