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Crypto News

Il governo della Thailandia vieta l’uso delle criptovalute per i pagamenti. Il ban non riguarda gli investimenti in crypto

Di Leonardo Cortese 3 min di lettura

Il ban della Thailandia riguarda solo i pagamenti in criptovalute, ma secondo la Securities and Exchange Commission non si applica alle criptovalute usate ai fini di investimento

La Commissione thailandese per la sicurezza degli scambi (SEC) ha annunciato il divieto di utilizzare le criptovalute per effettuare pagamenti a partire dal 1° aprile 2022.

Il regolatore ha fatto sapere che le criptovalute non potranno essere utilizzate come metodo di pagamento in quanto vi sarebbe il rischio che influenzino la stabilità del sistema finanziario, con conseguenze negative per l’economia del Paese.

La SEC thailandese ritiene che vi siano altri rischi correlati all’utilizzo delle criptovalute come metodo di pagamento, come la possibile perdita di valore dovuta alla volatilità dei prezzi, o il furto informatico, fino alla fuga di dati personali dei consumatori.

Inoltre vi è il timore da parte dell’autorità che le crypto possano essere utilizzate come strumento per il riciclaggio di denaro. In compenso il regolatore ha tenuto a precisare che il divieto non riguarda la possibilità di fare investimenti in criptovalute.

SEC e Bank of Thailand chiedono la regolamentazione delle attività con criptovalute

Il recente annuncio sul divieto di utilizzare le criptovalute per i pagamenti che scatterà in Thailandia a partire dal 1° aprile 2022 è in linea con le preoccupazioni precedentemente esternate tanto dalla SEC quanto dalla Bank of Thailand, che hanno valutato vantaggi e svantaggi legati all’uso delle crypto, concludendo infine che è necessario regolamentare le attività legate alle criptovalute.

Quanto alle tempistiche per una maggior regolamentazione del settore in Thailandia, se il divieto di usare le crypto per i pagamenti scatterà già dal primo aprile, gli operatori del settore degli asset digitali che forniscono tali servizi avranno ancora tempo fino alla fine del mese di aprile per conformarsi alle nuove regole.

Tra i provvedimenti cui dovranno adeguarsi le società che offrono servizi in criptovalute anche quello che prevede l’interruzione di tutte le pubblicità che sollecitano i pagamenti in criptovalute e l’avvertimento ai clienti circa il divieto dell’uso delle criptovalute per questo genere di attività.

La SEC thailandese e la Bank of Thailand hanno convenuto sul fatto che vi sono “vantaggi di varie tecnologie dietro gli asset digitali, a cominciare dalla blockchain” e la Commissione ha sottolineato che sia l’una che l’altra “supportano l’uso della tecnologia per promuovere l’innovazione”.

In Thailandia i cittadini possiedono 114,5 miliardi di baht in asset digitali

Nonostante il regolatore abbia chiarito che non vi sarà alcun divieto circa l’utilizzo delle criptovalute ai fini di investimento, l’annuncio di oggi rischia comunque di essere un duro colpo per quei cittadini thailandesi che possiedono crypto.

Un recente rapporto di Bloomberg ha infatti evidenziato, citando i dati dello stesso governo di Bangkok, che a gennaio 2022 il valore delle risorse digitali detenute dai cittadini è salito a 114,5 miliardi di baht, pari a circa 3,4 miliardi di dollari, dai 9,6 miliardi di baht di qualche anno fa.

Fino ad ora l’Autorità per il Turismo della Thailandia (TAT) auspicava infatti che le criptovalute potessero contribuire ad attirare turisti facoltosi spingendo verso la ripresa l’economia del Paese nel post-pandemia.

Disclaimer: Questo articolo ha scopo esclusivamente informativo e non costituisce consulenza finanziaria né sollecitazione all’investimento. Alcuni contenuti o comunicati stampa possono essere forniti da terzi. Effettua sempre le tue ricerche prima di prendere decisioni finanziarie. Il sito declina ogni responsabilità per eventuali perdite o danni.

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