Fidelity iper-bullish su bitcoin, com’era quella storia sulla bolla dei tulipani?

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Fidelity Investments, è soltanto il quarto gestori di fondi comuni e fondi pensione al mondo, con un portafoglio di appena 2700mld gestiti nel 2019, fondata nel 1946 non è esattamente ciò che si definisce irrilevante; perché ne parliamo? Perchè il suo ramo dedicato agli asstes digitali ha condiviso via twitter un report iper-bullish su bitcoin. Insomma, abbiamo passato gli ultimi anni a sentire gli “esperti” blaterare di bolle dei tulipani, di schemi ponzi, di una moneta senza valore intrinseco, il cui valore reale (dicono sempre gli esperti) è pari a zero ed ora il quarto gestore di fondi al mondo ci dice che il suo prezzo è di nuovo pronto a schizzare alle stelle. E’ talmente irrilevante Fidelity che negli USA viene considerata al pari di un’istituzione e le criptovalute sono così inutili che Fidelity ha deciso, un anno fa, di aprire un nuovo ramo dell’azienda (Fidelity Digital Assets) che si occupa solo di questo. Dal momento che tutti coloro che si occupano di criptovalute sono o criminali o truffatori, quei criminali truffatori di Fidelity qualche giorno fa hanno postato un tweet condividendo un articolo di Parker Lewis intitolato “Bitcoin rende obsolete tutte le altre monete”; strano, e chi lo avrebbe mai detto, io quando mi parlano di bitcoin penso solo alla bolla dei tulipani anche perché il paragone è chiaramente quanto mai calzante, anche i tulipani, come noto, sono stati a loro tempo una delle tecnologie rivoluzionarie che hanno rivoluzionato la storia dell’umanità. Come dite? I tulipani non sono tecnologia ma fiori? Ah, vabbè, è uguale.

Ovviamente una condivisione non indica l’adesione totale ed assoluta ai concetti espressi in un dato report o articolo, tuttavia è evidente che ognuno di noi condivide il materiale che reputa interessante e meritevole di esser eletto; se Fidelity non avesse reputato importante leggere il pezzo di Parker Lewis non lo avrebbe certo condiviso con i 260mila follower. A noi, in questa sede, non interessa riprendere i concetti espressi da Parker Lewis nel suo articolo, anche perché sono cose che normalmente ogni bitcoiners sa già, troviamo però che sia interessante rimarcare la distanza tra alcune istituzioni finanziarie e ciò che poi leggiamo sui giornali; è interessante notare come Fidelity preferisca condividere l’articolo di Parker Lewis che non quello del giornalista mainstream che definisce bitcoin una truffa, una bolla meramente speculativa, qualcosa da cui tenersi assolutamente alla larga pena il rischio di perdere tutti i propri averi e, persino, la rispettabilità. Mentre in Italia larga parte del giornalismo continua a bollare il mondo delle criptovalute come qualcosa di completamente inutile, privo di casi d’uso concreti e che solo può interessare a mafie e criminali di ogni risma, le più grandi istituzioni finanziarie al mondo guardano con sempre maggior interesse a bitcoin e alle sue sorelle, spostandosi sempre più velocemente sulle medesime posizioni tenute dai bitcoiners sin dall’inizio. Questo, per concludere, a mio parere lascia molto più riflettere che non il rapporto di Parker Lewis, per quanto interessante sia.