Test sulle criptovalute, in Corea del Sud ci prova la più grande compagnia di telecomunicazioni del paese

A riferirlo è il notiziario logale DongA, nella giornata di ieri, KT, la più grande compagnia di telecomunicazioni della Corea del Sud, è pronta ad avviare un test sull’uso di una valuta locale in quella che è una delle città più importanti del paese; stiamo parlando di Busan, conosciuta in occidente per essere stata il palcoscenico di un piccolo capolavoro del cinema horror (quel treno per Busan), in realtà la città è un hub di innovazione tecnologica particolarmente importante. Come si può leggere nel comunicato stampa, quindi, la nuova valuta locale che KT ha pensato per Busan si chiamerà Dongbaekjeon, sarà basata su tecnologia blockchain e avrà, come principale scopo, quello di sostenere le piccole imprese locali aiutandole a contrarre i costi. Per incoraggiare le persone a spendere presso le piccole attività commerciali locali, quindi, KT ha pensato bene di dare vita a una serie di partnership ad hoc che escludono però i player della grande distribuzione, i cittadini potranno quindi spendere facilmente la nuova valuta locale, per mezzo di apposite carte compatibili col circuito Visa, tuttavia KT vuole avere un occhio di riguardo per i piccoli commercianti. Tutto questo è stato possibile grazie alla firma di un protocollo di intesa tra KT e l’amministrazione locale di Busan sottoscritto nel mese di febbraio; colpisce quindi soprattutto la rapidità con cui il progetto ha preso vita, dal momento che la firma del protocollo è avvenuta appena dieci mesi fa e la nuova moneta entrerà in vigore a partire dal prossimo 30 dicembre.

L’altra cosa che non può passare inosservata è l’apertura della società coreana all’innovazione tecnologica, basti pensare alle reazioni suscitate in Italia quando il sindaco di una grande città del sud (Napoli) ha avuto praticamente la stessa idea ed è stato ridicolizzato praticamente da tutti, a partire dai comuni cittadini fino ad arrivare agli organi di stampa; mentre altrove, nel resto del mondo, nel giro di neanche dieci mesi si passa dalla firma di un protocollo di intesa all’emissione fisica di una nuova valuta locale, in Italia non si fa neanche in tempo a presentare l’idea che l’ignoranza dilagante porta inevitabilmente alla sua bocciatura, in un panorama desolante di sberleffi e battute da bar. Tornando alla Corea del Sud, Yoo Yong-gyu, direttore del centro business di KT per blockchain, intervistato da Decrypt, ha dichiarato che:

“Con il nostro know-how per gestire una valuta regionale e la sicurezza della blockchain, KT lavorerà per stabilire la valuta Dongbaek e contribuire alla crescita dell’economia di Busan.”

Come chiunque può capire, quindi, queste non sono mosse tese a fare magheggi in termini di politica monetaria, la nuova criptovaluta di Busan non servirà a sostenere la spesa pubblica, non genererà debito, non è un esperimento estemporaneo, tanto per provare, ma ha l’obiettivo dichiarato di sostenere i piccoli imprenditori e far crescere l’economia locale. Nella speranza che anche il nostro paese possa finalmente un giorno aprirsi all’innovazione, liberarsi dalla gradassa ignoranza dilagante e imparare ad accostarsi a questo genere di iniziative con serietà e curiosità, non ci resta che tenerci gli sberleffi e le battute da bar che le migliori penne (si fa per dire) del giornalismo italiano hanno riservato al sindaco De Magistris, mentre il resto del mondo va avanti; a noi le battute da bar, alla Corea del Sud il progresso tecnologico, così va il mondo oggi.