E’ una commodity, a sostenerlo il presidente della CFTC

Healt Tarbert, nel corso di un’intervista rilasciata a Yahoo durante il Finance All Markets (tenutosi ieri) ha dichiarato di ritenere che ethereum non possa essere considerata una security (quindi non è in alcun modo equiparabile a una obbligazione o un’azione) ma si configura in maniera abbastanza evidente come una commodity. Nella sua intervista Tarbert ha infatti dichiarato che:

“Siamo stati molto chiari sul bitcoin: il bitcoin è una commodity. Non ci siamo mai espressi in maniera altrettanto chiara per quel che riguarda Ethereum, tuttavia la mia opinione come presidente della CFTC che la stessa identica cosa valga anche per ETH”

Tarbert ha anche precisato che, a seguito del coordinamento con la SEC, è emerso che anche la Security and Exchange Commission è della medesima opinione. La cosa ha sicuramente fatto tirare un sospiro di sollievo a chi avesse investito su ETH, visto che la comunità non ha mai nascosto i propri timori relativi alla possibilità che le istituzioni statunitensi potessero esprimersi in maniera contraria, equiparando ethereum a una security. Interessanti anche le riflessioni che lo stesso Tarbert ha rilasciato relativamente alle monete nate da eventuali fork, per le quali ogni valutazione dovrà essere fatta sulla base delle modalità con cui è stata creata quella specifica nuova criptovaluta; più nel dettaglio il presidente della CFTC ha infatti dichiarato che:

In linea teorica appare ovvio che beni simili dovrebbero essere trattati in modo simile. Qualora l’attività digitale originale, non fosse stata equiparata a una security molto probabilmente anche la moneta nata dal suo fork sarà considerata una commodity. Tuttavia esiste la possibilità che sia proprio il fork stesso a sollevare alcuni problemi legali sui titoli nell’ambito di quel classico Howey Test”

Dato che non tutti possono sapere a cosa si stesse riferendo Tarbert precisiamo che il test di Howey è un test ideato nel corso del caso giudicato dalla Corte suprema e che vedeva coinvolta la SEC contro Howey; attraverso tale test si è stabilità una procedura che consente di stabilire se un accordo comporta un contratto di investimento e quindi, conseguentemente, se quel determinato asset si comporta come una security oppure no. Per quanto riguarda i token e le monete crittografiche il test di Howey prevede che tutti e tre i seguenti elementi vengano soddisfatti

  1. Ci sia una transazione in denaro
  2. Investita in un’impresa comune
  3. Che generi un’aspettativa di profitti prevalentemente derivante dagli sforzi compiuti da terze parti

Ecco spiegato perché XRP è coinvolta in numerose cause legali che dovranno definirne la natura; ripple è infatti un’impresa comune e qualora un giudice dovesse dichiarare che gli investitori si aspettano di ricavare profitto sulla base degli sforzi industriali compiuti dal consorzio R3 (che è l’azienda che controlla ripple), allora inevitabilmente XRP verrebbe equiparato a una security. Lo stesso discorso, chiaramente, vale anche per Libra, ed è lo stesso Tarbert a riferirsi a questa moneta, su esplicita domanda dell’intervistatore, ma senza esporsi più di tanto ed affermando che le valutazioni sulla natura della stablecoin di facebook sono ancora in corso