Criptovalute: l’esercito USA cerca esperti capaci di rintracciare i bitcoin in tempo reale

bitcoin da satellite

L’US Army Contracting Command (ACC, che credo sia l’ufficio che si occupa degli appalti per conto della difesa) ha inviato una richiesta alle aziende fornitrici di servizi in cui comunica che è alla ricerca di esperti che siano capaci di tracciare i bitcoin in tempo reale; la richiesta risale al 25 luglio scorso ma la notizia è emersa solo ora grazie a cointelegraph che ne ha scritto proprio oggi con un articolo molto interessante. Lo scopo di questa iniziativa è ottenere dati per gli inquirenti nelle varie indagini che possono vedere coinvolti soggetti che operano con le cripto e che possano quindi successivamente essere usati in tribunale; l’azienda che vincerà l’appalto, oltre ad essere in grado di estrarre i dati, dovrà renderli disponibili attraverso una piattaforma online basata su cloud. Da circa un anno il governo americano sta investendo molto per adeguare i propri apparati di difesa alle nuove sfide poste dalla blockchain e non deve stupire questo visto l’ossessione statunitense per la difesa; oltre a mandare il sottosegretario al Tesoro a spacciare bufale in giro per il mondo (ce ne siamo occupati di recente con un articolo che smonta la tesi di bitcoin usato per finanziare il terrorismo) gli USA stanno quindi facendo qualcosa di più concreto, sforzandosi di dotarsi della tecnologia che gli permetta di indagare su chi usa questi strumenti, sperando che la crittografia basti ad evitare che ci mettano tutti sotto controllo come già, purtroppo, hanno fatto in passato con gli smartphone (è stato appena scoperto un bug sulle SIM che espone a enormi rischi più di 1mld di persone nel mondo). Precisiamo, a scanso di equivoci, che è anche giusto che gli inquirenti (laddove autorizzati da un giudice) abbiano la possibilità di indagare nei conti di una persona, anche qualora questa usi delle criptovalute per le sue transazioni, ciò che non è tollerabile è il controllo preventivo realizzato in assenza di reati e senza neanche l’autorizzazione di un giudice. Attualmente non abbiamo estremi per capire quanto possa essere pervasivo il controllo delle autorità su criptovalute come bitcoin, sappiamo però che gli sviluppatori stanno lavorando per migliorare la privacy delle transazioni e quindi possiamo augurarci che, nonostante gli sforzi della difesa USA, bitcoin continuerà a garantirci ottimi standard in termini di privacy che è poi anche uno dei principali motivi per cui questa moneta è nata.