Criptovalute: nessun divieto previsto dal governo indiano su bitcoin e altcoin, lo conferma il ministro dell’economia

blockchain india

Qualche giorno fa aveva provocato una certa ansia un documento condiviso online in cui veniva presentata una bozza di legge del governo indiano relativa al divieto completo di possedere e/o scambiare criptovalute in India; il documento non era verificato e quando ce ne siamo occupati abbiamo scritto che non c’erano conferme da parte delle autorità sulla sua autenticità. Nella giornata di ieri, però, l’agenzia di stampa locale Inc42 ha riportato le dichiarazioni del ministro delle finanze indiano, Thakur, che, forse anche per tranquillizzare l’opinione pubblico, ha precisato che non esiste alcun disegno di legge teso a vietare bitcoin e le altre criptovalute nel paese. La conferma sarebbe arrivata nel corso del consiglio degli stati, quando un deputato ha chiesto al ministro competente se il governo avesse in programma di vietare il possesso di criptovalute nel paese, ricevendo una risposta negativa da Thakur in persona; ovviamente il ministro ha tenuto a precisare che, anche in assenza di leggi ad hoc, le criptovalute sottostanno comunque al quadro normativo in vigore per cui vi possono essere usi illegali di questi strumenti senza che questo significhi che ne è vietato il possesso o lo scambio. Nelle ultime settimane abbiamo notato come vi sia un certo caos a livello informativo per quel che riguarda il mondo delle cripto, con notizie non verificate che prendono il largo, come in questo caso, salvo poi venire smentite, fonti anonime che riportano fatti in merito ai quali non si riescono ad avere informazioni sicure, politici che la sparano grossa e giornalisti che fanno a gara coi politici a spararla ancora più grossa; mentre il mercato continua a crescere e a maturare (qui puoi seguire l’andamento dei prezzi delle criptovalute) continua quindi anche ad essere oggetto di terrorismo mediatico, o FUD che dir si voglia. Si fa fatica, onestamente, a comprendere se tutte queste notizie, spesso provenienti da fonti tutt’altro che affidabili, vengano fatte circolare nel tentativo di manipolare il mercato o semplicemente per accalappiare qualche click o, magari, entrambe queste cose insieme; fatto sta che nelle ultime settimane, a titolo orientativo da quando è stata presentata libra, si continuano a susseguire senza soluzione di continuità notizie che parlano di una chiusura totale dei governi alla tecnologia blockchain che si alternano a notizie di apertura delle istituzioni dei vari paesi a questo tipo di mezzi di pagamento. In un certo senso tutto questo ricorda il 2017, quando con cadenza quotidiana arrivavano notizie dalla Cina di un imminente ban delle cripto, subito smentite a stretto giro di posta e quindi sostituite con nuove notizie di nuovi ban, anche loro presto smentite; come osservatori, quindi, non ci resta che continuare a seguire l’evoluzione del mercato nei diversi paesi (qui puoi vedere le criptovalute più performanti di oggi), tentando di stare dietro al caos provocato dai media e ricordandoci di prendere sempre con le pinze quelle news che non trovano immediatamente una conferma ufficiale.