Tom Lee altcoin index

Thomas Lee, analista finanziario e cofondatore di Fundstrat Global, torna a far parlare di se per un’altra importante ricerca legata al mondo delle criptovalute.

Dopo essere stato autore del Bitcoin Misery Index, indice che misurava lo stato di insoddisfazione degli investitori in Bitcoin, cercando un segno di inversione di trend, questa volta Lee si è concentrato su tutto il resto delle criptovalute.

Da questa analisi è nato l’Altcoin correction index, che misura lo stato di ipervenduto degli altcoin, cercando anche qui un segnale di inversione.

Vediamo nel particolare di che cosa si tratta:

Il grafico aggrega il valore dei principali altcoin ed in particolare indica quanti di questi stanno perdendo almeno il 70% del proprio valore rispetto al massimo fatto registrare negli ultimi 240 giorni.

In questo momento ci troviamo quindi ad un massimo di svendita degli altcoin, il massimo precedente era fatto registrare il 25 Ottobre 2014.

Al 22 Agosto l’indice segnava 96.7%, ovvero che oltre il 96% degli altcoin presenti sul mercato stavano perdendo più del 70% del proprio valore rispetto ai massimi degli ultimi 9 mesi.

Una svendita totale insomma, in una misura che non si verificava dall’Ottobre di 4 anni fa, anzi la supera segnando un nuovo massimo.

Lee prosegue poi nella sua analisi ed annuncia una possibile correzione:

Se l’andamento degli altcoin dovesse mimicare quello del 2014, nelle prossime 7 settimane potrebbe esserci un’inversione di trend. Nel 2014 infatti, a partire da quel 25 ottobre, la capitalizzazione totale delle criptovalute aveva iniziato a crescere fino a quasi triplicare di valore il 22 Dicembre.

Questo aveva permesso un recupero sostanziale, dopo un anno di continue perdite. Lo scenario che si sta verificando adesso è molto simile, ma non è ovviamente detto che lo steso recupero si verifichi nuovamente. I fattori che hanno innescato il trend negativo ad inizio anno sono sostanzialmente diversi da quelli di 4 anni fa e gli investimenti in criptovalute, sebbene siano sempre più sostanziosi nel lungo termine, hanno subito un sostanziale stop dopo l’euforia di fine 2017.

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