Nel mondo delle cryptovalute mi ha sempre affascinato la possibilità di guadagnare Bitcoin facendo trading sulle altre crypto, ovvero quelle che si definiscono come “altcoin”. Ma è davvero possibile scambiare Bitcoin per valute meno famose e soprattutto meno sicure per trarne profitto?

Ci sono valute virtuali che hanno visto la propria quotazione crescere enormemente negli ultimi mesi, come ad esempio Ethereum e Monero, che rispettivamente hanno raggiunto la 2° e 5° posizione come capitalizzazione. Sul sito https://coinmarketcap.com/ è possibile vedere una lista completa delle valute virtuali per capitalizzazione: ovvero valore del proprio token (valuta) moltiplicato per i token distribuiti.

Chiaramente ci sono anche altri (molti) progetti che sono falliti, o che rimangono pressoché stagnanti, facendo scendere o crollare il valore della propria crypto.

Il mercato degli altcoin è molto volatile, ancor più di quello del BTC/FIAT, e se è vero che in breve tempo si possono raggiungere guadagni enormi, lo stesso è vero per le perdite.

Ritornando alla domanda iniziale, la vera questione che dobbiamo porci è: l’andamento del mercato degli altcoin è in crescita o in decrescita? In generale le cryptovalute alternative sono aumentate in valore rispetto al Bitcoin oppure hanno diminuito il proprio valore?

Purtroppo non esiste un indice di tutte le cryptovalute o di un gruppo di cryptovalute (come potrebbe essere il NASDAQ 100 ad esempio), per cui dobbiamo in qualche modo calcolarcelo.

Premetto che questa analisi non è perfetta, ma consente con una buona approssimazione di  capire quanto sia cresciuto un ipotetico indice delle cryptovalute alternative, in particolare prendendo a riferimento tutte quelle listate su Poloniex.com.

Per eseguire quest’analisi è necessario recuperare i valori storici degli altcoin su Poloniex.com. Poloniex non mette direttamente a disposizione i valori storici, se non tramite grafici, ma ha delle API pubbliche che si possono interrogare per recuperare tutti i valori presenti sull’exchange. Le API sono disponibili a questo indirizzo: https://poloniex.com/support/api/, alla sezione “Public API Methods”.

Dopo aver creato uno script php ad hoc (sarebbe stato meglio Python ma ne sono poco pratico) mi sono scaricato tutti i valori giornalieri di ognuna delle crypto listate contro il BTC. In totale sono 85 cryptovalute, dal Synereo AMP al Vcash, che sono state listate a partire da 19/7/2014 ad oggi (Settembre 2016). Questo arco temporale di 2 anni circa ci consente di isolare le varie fluttuazioni temporanee che spesso si verificano sul mercato molto volatile delle altcoin.

Alcune statistiche interessanti

Delle 85 valute virtuali prese in considerazione, 35 hanno accresciuto la propria quotazione iniziale, mentre le restanti 50 sono scese al di sotto. Nell’arco dei 2 anni però 74 delle 85 valute hanno raggiunto, ad un certo punto, un valore superiore alla propria quotazione iniziale, mentre 11 sono solamente scese di valore.

La domanda che mi sono posto a questo punto è: se avessi investito 1 BTC per ogni valuta virtuale al momento della propria quotazione su Poloniex, avrei guadagnato o perso soldi? Ebbene il valore di questo investimento sarebbe accresciuto di 2.98 BTC per ogni BTC investito. Considerando anche il fatto che nello stesso periodo il prezzo del Bitcoin contro il Dollaro USA è cresciuto di 2.53 volte, il mio investimento sarebbe risultato molto in positivo anche contro una valuta FIAT come l’USD.

Di seguito il grafico dell’indice delle 85 crypto (rendimento negli ultimi 2 anni):

poloniex-alt85-index

 

Da questo link potete scaricare il file excel con i dati “grezzi” ottenuti tramite le API che contiene le quotazioni per ogni crypto e dal quale ho creato il grafico.

Pertanto possiamo concluderne che, dato che il mercato delle altcoin è stato mediamente in crescita rispetto al Bitcoin negli ultimi 2 anni, investire sulle altcoin è mediamente redditizio nel medio-lungo termine. Bisogna però ricordare che le grosse oscillazioni che intrinseche in questo mercato mettono a rischio il capitale investito, ed è quindi consigliabile rischiare solamente una bassa percentuale del proprio capitale.