Zig Zag, l’indicatore grafico delle tendenze

Lo zig zag è uno strumento di analisi dei mercati finanziari, compresi quelli criptovalutari, piuttosto importante. L’ indicatore, in dotazione alle migliori piattaforme di trading, è stato creato da Art Merrill e da John Mc Ginley della Technical Trends. Si tratta di una metodologia che consente ai traders di filtrare le oscillazioni minori dei prezzi, ritenute meno significative. Lo scopo è quello di eliminare i movimenti casuali dei prezzi, in modo da tracciare soltanto quelli che contano.

Di conseguenza lo zig zag permette di distinguere facilmente le figure grafiche dell’analisi tecnica ovvero i pattern, oltre a mettere in risalto massimi e minimi relativi e assoluti. Lo strumento è formato graficamente da una linea con tendenze discontinue (a zig zag per l’appunto), che si genera solo se il movimento dei prezzi sarà maggiore del valore impostato, espresso sotto forma di punti o percentuale di variazione dell’asset analizzato.

Utilizzarlo quindi significa impostare l’entità del movimento che si vuole evidenziare, escludendo dall’elaborazione grafica tutti i movimenti inferiori. Aumentando l’ampiezza del filtro, aumenta il numero di movimenti che non verranno presi in considerazione dall’indicatore.

Peraltro, l’entità delle oscillazioni da eliminare dal calcolo dipende in proporzione dalla volatilità del titolo o della cripto analizzati e dall’orizzonte temporale che si sta considerando. Poiché lo zig zag è fondato sui dati storici del mercato di riferimento, nelle elaborazioni non sarà preso in considerazione l’ultimo punto di una spezzata, in quanto a quel livello il prezzo è ancora in divenire. Quando lo zig zag viene implementato su un grafico lineare, vengono presi in considerazione i prezzi di chiusura.

Se invece si imposta lo zig zag in una grafitazione a candele giapponesi o in una a barre, lo strumento in questione permette di mettere in relazione i movimenti calcolati anche sui massimi e minimi, o solo sui massimi o sui minimi, sui prezzi di apertura o di chiusura. In buona sostanza utilizzando lo zig zag si può individuare il trend principale di un qualsiasi asset finanziario, tradotto come successione di movimenti significativi in un determinato periodo del mercato.

Stiamo analizzando dunque un vero e proprio sostegno all’analisi tecnica, propedeutico all’operatività concreta sui mercati, che non esclude la possibilità di avvalersi di altri strumenti di individuazione del trend o del market timing; zig zag infatti può essere combinato con altri indicatori ed oggetti dell’analisi grafica del prezzo.

Va evidenziato che lo zig zag esegue una sorta di radiografia del mercato che permette con più facilità di scovare figure grafiche e pattern su grafici solo apparentemente muti. Ad esempio, pattern come il celebre testa e spalle è reso subito evidente dall’utilizzazione abituale dello zig zag, come pure altre geometrie classiche dell’analisi tradizionale. Uno strumento, lo zig zag, semplicissimo da sfruttare eppure molto potente che consente di farsi presto un’idea della situazione di un titolo o di una cripto.

Nelle piattaforme più conosciute lo zig zag può essere personalizzato in base a tre variabili fondamentali.

  1. Profondità (Depth): è la distanza minima in candele in cui l’indicatore non rappresenterà un nuovo massimo o minimo che prende le distanze dal precedente per un valore almeno pari alla Deviazione. In genere impostato a 12.
  2. Deviazione (Deviation):  è la variazione minima del prezzo che deve avere un massimo/minimo rispetto al precedente massimo/minimo perché lo zig zag individui un nuovo punto. Espresso in genere in percentuale, è impostato a 5.
  3. Backstep: è il numero minimo di candele che deve intercorrere tra due massimi/minimi successivi. In genere viene impostato al valore 3.

Dal punto di vista pratico i traders sono soliti agire sul parametro “profondità”. Tuttavia bisogna prestare attenzione perché se si imposta un valore troppo basso si potrebbe dare alle spezzate un andamento molto nervoso, conferendo alla rappresentazione grafica tanti microtrend poco affidabili sul versante interpretativo.

D’altro canto, se si utilizzano valori troppo elevati, lo zig zag sarà molto meno sensibile eliminando anche i dati più importanti per l’individuazione del trend. Pertanto, per configurare a dovere questo utile strumento di lettura dei mercati finanziari bisogna studiare le condizioni di negoziazione e la volatilità media dell’asset analizzato.

Come ha già detto in precedenza lo Zig Zag rende possibile individuare le figure grafiche tipiche, come le più semplici trendline fino ai triangoli, ai canali o al testa – spalle. In figura in basso si ha un esempio di individuazione del testa – spalle con inversione del mercato.

D’altra parte, lo zig zag può essere combinato con i ritracciamenti fibonacci, in modo da sfruttare tutti gli swing che avvengono dopo trend ben definiti. Dal lato tecnico il fibonacci si traccia utilizzando come origine un picco massimo/minimo di un zig zag e come finale il picco opposto dello stesso zig zag, come in figura sotto.

 

La combinazione zig zag e ritracciamenti fibonacci consente, in ultima analisi, di ottimizzare l’entrata a mercato o la chiusura di una posizione in funzione del trend e dei rimbalzi del prezzo tra i vari livelli di ritracciamento.

Di Vincenzo Augello