Volano stracci su twitter tra il Charles Hosknson di ADA Cardano e il CEO di Token Metrics Ian Balina

Ultimamente la comunità delle criptovalute sembra avere i nervi a fior di pelle, il risultato è che ormai quasi quotidianamente su twitter è possibile assistere a baruffe piuttosto violente tra persone decisamente molto in vista; l’ultimo caso ha riguardato Charles Hosknson (CEO di IOHK, una delle tre “entità” che gestisce ADA Cardano) e Ian Balina, CEO di Token metriks (piattaforma che fornisce analisi blockchain agli investitori). Il motivo della lite è un tweet in cui Balina ha affermato che Ethereum è superiore, a livello di tecnologia, ad ADA Cardano; chiaramente la comunità che supporta Cardano si è subito fatta sentire e Balina ha quindi tentato di precisare che, pur non negando la qualità del codice con cui è realizzato Cardano, i dati di Token Metrics dimostrano che il codice Ethereum è superiore. Hoskinson ha quindi pensato di entrare a gamba tesa sul tweet di Balina affermando che il CEO di token metrics avrebbe “perso la testa; non che questo genere di diverbi sui social mi interessi particolarmente, ma sarei curioso di sapere come Balina sia potuto arrivare a dare un giudizio di merito sulla qualità del codice semplicemente sulla base dei dati estratti dalla blockchain. Quello che intendo dire è che tali dati sono utili sotto molteplici punti di vista, ma non danno alcuna informazione valida sulla bontà del codice, una bontà che può essere definita solo andando a leggere fisicamente il codice stesso (ammesso chiaramente che se ne abbiano le competenze).

Va poi ricordato che Hoskinson è stato uno dei maggiori contributori alla creazione di ethereum e che ha abbandonato il progetto a seguito di una lite con l’altro “papà” della piattaforma, Vitalik Buterin; proprio da questa lite tra i due nacque ADA Cardano, progetto al quale Hoskinson decise di dedicarsi dopo aver abbandonato Ethereum. Posto che chiedere un giudizio ad Hoskinson sulla qualità di Cardano è come domandare all’oste se il vino sia buono, è chiaro che tra i due contendenti quello con maggiore credibilità, almeno in termini di competenze tecniche, è proprio Hoskinson. Se poi consideriamo che Balina è addirittura arrivato ad affermare di essere sicuro che Ethereum si rivelerà la principale piattaforma blockchain negli anni ’20, destinata a superare la capitalizzazione di mercato del Bitcoin durante i prossimi dieci anni ecco che diventa difficile dare torto ad Hoskinson quando scrive che Balina è semplicemente fuori di testa. Va poi considerato che, a differenza di Cardano, gli sviluppatori ethereum sono alle prese con una svolta epocale, il passaggio dal protocollo POW attuale a un nuovo protocollo di consenso POS, un passaggio che presenta notevoli difficoltà sotto il profilo tecnico, che è stato infatti già diverse volte rimandato e che non andrebbe dato per scontato. Vero che Ethereum potrebbe tornare ad esercitare un certo fascino se questa mossa dovesse avere successo, ma altrettanto vero che in questo momento l’ascendente della piattaforma sulla comunità è ai minimi storici; alle prese con continui problemi di congestione della rete ormai da un paio di anni, circondata da concorrenti estremamente agguerriti (ARDR, TRON, WAVES e ovviamente la stessa ADA), e nuovamente sotto attacco proprio in questi giorni, Ethereum si trova ad affrontare un momento particolarmente delicato e sono tanti gli analisti, incluso il sottoscritto, che ormai da oltre un anno esprimono forti perplessità sul futuro del progetto. Alla luce di tutto questo le affermazioni di Balina appaiono quanto meno premature, se non appunto dissennate; poi certo, alla fine di tutti i conti sarà il tempo a dirci come andranno le cose, ma per quella che è la situazione attuale, sinceramente, la sensazione è che Balina abbia semplicemente deciso di volerla sparare grossa, finendo per essere preso a schiaffoni (metaforici) dall’intervento di Hoskinson.