Il fondatore di Ethereum ha definito “pericoloso” l’uso delle banche da parte del governo canadese. Ecco a cosa serve la tecnologia decentralizzata delle criptovalute

Per soffocare la protesta dei camionisti che sta infiammando le più grandi città canadesi, il governo ha deciso di ricorrere a ogni mezzo, incluse contromisure finanziarie. Il Canada ha infatti deciso di servirsi delle banche, facendone un uso che il fondatore di Ethereum, Vitalik Buterin, ha definito “pericoloso”.

I sistemi decentralizzati non conducono verso l’illegalità bensì verso un ritorno alla stato di diritto, ha infatti sottolineato Buterin nel corso di un’intervista a ETHEnver.

Il governo canadese nei giorni scorsi ha deciso di fermare il flusso di fondi che liberi cittadini di tutto il mondo stavano inviando ai camionisti per sostenere una protesta ampiamente condivisa. E sono proprio questi sforzi da parte dell’esecutivo di Ottawa a mostrare il motivo per cui esistono le criptovalute, ha osservato ancora il fondatore di Ethereum.

Buterin, nel corso dell’intervista rilasciata venerdì a CoinDeskTV, non ha dato la sua approvazione all’iniziativa dei camionisti, ma ha tenuto a sottolineare che esistono delle leggi per intervenire in questi casi, mentre la decisione del Canada di servirsi delle banche è “pericolosa”.

Buterin: “per questo nasce la tecnologia decentralizzata”

“Se i camionisti stanno bloccando le strade e questo sta danneggiando l’economia, va bene, bloccare le strade è illegale e ci sono leggi contro questo” ha infatti affermato Buterin, descrivendo però come pesante la risposta del governo canadese, ricordando che le criptovalute hanno il potenziale per superare questo controllo da parte dello Stato.

“Se il governo non è disposto a seguire le leggi” ha spiegato ancora Buterin “dando alle persone la possibilità di difendersi, e preferiscono servirsi delle banche sostanzialmente per tagliare i mezzi di sussistenza finanziari dei cittadini senza un giusto processo, allora questo è il genere di cose che la tecnologia decentralizzata nasce per rendere più difficili”.

Il fondatore di Ethereum ha infatti spiegato che in questo modo la criptovaluta non è tanto una tecnologia radicale quanto riparativa.

Non si tratta di essere senza legge” dice ancora Vitalik Buterin “in un certo senso si tratta di riportare lo stato di diritto”. Esiste tuttora la possibilità di impiegare le forze di polizia per intervenire nel contesto delle proteste, nella legalità, perseguendo i sospetti di eventuali reati “come hanno sempre fatto” senza arruolare intermediari finanziari.

“Questo concetto di inseguire gli intermediari e utilizzare gli intermediari per aggirare tutto ciò, è pericoloso” ha quindi affermato il fondatore di ETH “avere alternative decentralizzate a un intermediario è un buon modo per limitare i danni”.

Il primo ministro canadese, Justin Troudeau, ha dichiarato lo stato di emergenza nei giorni scorsi, dando disposizione alle banche e ad altri fornitori di servizi finanziari per congelare o sospendere i conti associati al Freedom Convoy scavalcando la normale procedura che prevede la necessità che sia emesso un ordine del tribunale, e sollevando gli istituti dalla responsabilità civile da ciò derivante.

Il Freedom Convoy ripiega sulle criptovalute

Per aggirare le contromisure del governo canadese i camionisti hanno deciso di raccogliere donazioni in criptovaluta. Il governo tuttavia ha inserito in una black list una serie di indirizzi crittografici associati a questi sforzi e con una ingiunzione del tribunale ha ordinato il congelamento dei fondi in attesa dell’esito di un’azione privata collettiva.

Non è detto però che queste misure si rivelino efficaci, perché non è possibile porre il veto alle transazioni crittografiche e i portafogli sono controllati da chiunque possieda le chiavi private crittografiche.

Utilizzare i fondi così raccolti potrebbe però non essere comunque così semplice, perché per poter acquistare cibo o benzina i beneficiari delle donazioni dovrebbero convertire la criptovaluta in valuta fiat, e questo in genere richiede il passaggio attraverso uno scambio regolamentato soggetto alle direttive del governo.

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