La senatrice Lummis difende il possesso di Bitcoin. “Io possiedo anche mucche e le mucche sono una commodity. I Bitcoin sono una commodity”

Il governo degli Stati Uniti sembra muoversi verso una maggior regolamentazione del mercato delle criptovalute, con le recenti dichiarazioni rilasciate dalla senatrice Cynthia Lummis che, parlando con Meet the Press Reports, ha difeso il possesso di Bitcoin.

La senatrice Lummis infatti è attualmente una convinta sostenitrice del Bitcoin a Washington, e sta mettendo a punto nuove norme che potrebbero influire sull’andamento del Bitcoin e sugli altri asset digitali che ad oggi non rientrano ancora in un solido quadro normativo nemmeno negli Usa.

La senatrice difende il possesso di Bitcoin, conflitto di interessi?

Qualcuno ha replicato alle parole della senatrice Lummis domandandosi se non vi sia per caso un conflitto di interessi. La senatrice dello Stato del Wyoming però ha negato categoricamente e ha quindi spiegato: “io possiedo anche mucche, e le mucche sono commodities (beni). I Bitcoin sono commodities”.

Con queste parole la Lummis ha spiegato il concetto al conduttore del programma Meet the Press Reports Chuck Todd. “Dovrei vendere le mie mucche perché sono un bene e ora sono nel Comitato bancario che potrebbe avere una relazione con la Commodity Futures Trading Commission, o potrebbero esserci leggi al Congresso che incidono sul mercato o sulla proprietà di bestiame?” ha replicato la senatrice.

Secondo il Comitato ristretto per l’etica del Senato Usa la risposta è no, in quanto i senatori sono tenuti a “rilevare qualsiasi acquisto, vendita o scambio di azioni, obbligazioni, futures su merci o altri titoli quando la transazione supera i 1.000 dollari”.

Le linee guida del 2021 stabiliscono infatti che le materie prime e i futures su merci sono diversi: nel primo caso si tratta di una cosa reale, mentre nel secondo si tratta di accordi finanziari per l’acquisto di quella cosa in una data successiva e ad un prezzo predeterminato.

Nel caso delle criptovalute i membri del senato sono tenuti a segnalare la moneta o il token che detengono e, se applicabile, l’exchange o la piattaforma che li custodisce.

In qualità di senatore in carica dal 2020, la Lummis ha riferito di detenere Bitcoin per un valore compreso tra 50.000 e 100.000 dollari, poi nell’agosto 2021 ha segnalato un ulteriore acquisto di Bitcoin per un valore compreso tra 50.000 e 100.000 dollari, ma non ha dichiarato alcun reddito derivante dalla vendita di asset.

Quanto alle mucche, stando ai documenti nel mese di gennaio 2021 la senatrice ne possedeva per un valore compreso tra 1 milione e 5 milioni di dollari, e dichiarava un reddito da essi derivante di 110 mila dollari.

Cynthia Lummis tuttavia, che con il supporto della senatrice dello Stato di New York Kristen Gillibrand sta redigendo il Responsible Financial Innovation Act la cui funzione sarà quella di fornire una guida fiscale sulle plusvalenze derivanti dall’estrazione di Bitcoin, dallo staking e da altre attività in asset digitali, ha lasciato intendere nel corso dell’intervista che anche se avesse venduto tutto oggi stesso non avrebbe avuto alcuna importanza.

Ho comprato i miei primi Bitcoin a 330 dollari ciascuno” ha quindi spiegato la senatrice Lummis, sottolineando come ora il mercato delle criptovalute sia cresciuto fino a valere circa 1,8 trilioni di ollari. “Esistono tra le 17 mila e le 18 mila criptovalute” ha evidenziato la senatrice “quindi è un mercato molto gramde e io sono solo un granello di sabbia”.

Bitcoin investimento o merce?

Il punto è, secondo la Lummis, che molte persone vedono i Bitcoin come un investimento, il che è anche possibile, ma i regolatorni non sono tenuti a considerarlo come tale.

Nel 2019, l’allora presidente della Securities and Exchange Commissione Usa, Jay Clayton, ha dichiarato che il Bitcoin non è una security (un titolo). Le securities sono contratti di investimento come azioni e obbligazioni; le persone ci mettono soldi perché hanno una “ragionevole aspettativa di profitti da trarre dagli sforzi altrui”.

Un ragionamento che però non varrebbe per i Bitcoin che è una rete decentralizzata gestita da svariate persone che eseguono software sui propri computer. Inoltre BTC è progettato anche per essere usato per le transazioni, indipendentemente dal fatto che le persone scelgano di farlo oppure no.

“Ad un certo punto, però, diventa un metodo di pagamento” ha affermato quindi la senatrice Cynthia Lummis “cosa che non è in questo momento, ma accadrà molto velocemente”. E sarà allora che cesserà qualsiasi dibattito sul fatto che possa esserci un qualche conflitto di interessi.

Qual è la tua reazione?
Felice0
Lol0
Wow0
Wtf0
Triste0
Arrabbiato0

X

Avviso di rischio - Il 74-89 % dei conti degli investitori al dettaglio subisce perdite monetarie in seguito a negoziazione in CFD. Valuti se comprende il funzionamento dei CFD e se può permettersi di correre questo alto rischio di perdere il Suo denaro.