Una startup tedesca riceve l’approvazione per tokenizzare le proprietà immobiliari

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Fundament, startup tedesca con sede a berlino, ha ricevuto l’approvazione della BaFIN (il regolatore finanziario tedesco) per l’offerta di un’obbligazione da 250mln di euro garantita attraverso la tokenizzazione di proprietà immobiliari; lo riferisce con un articolo di oggi CoinDesk, che spiega come il nuovo token potrà essere venduto a chiunque e ovunque, senza alcuna limitazione in termini di investimento permettendo di investire senza intermediari in questa nuova tipologia di strumenti. Intervistato da CoinDesk un rappresentante BaFin ha confermato la notizia, tenendo a precisare che non si tratta certo della prima approvazione dell’istituzione di strumenti finanziari costruiti su blockchain, anche se si tratta sicuramente della prima volta che viene approvato un progetto come quello di Fundament. Il nuovo token, un ERC-20, verrà lanciato il prossimo mese su blockchain ethereum e non è comunque il primo caso al mondo di un token agganciato a proprietà immobiliari; è tuttavia sintomatico che un’azienda del genere sia riuscita ad ottenere l’approvazione dalle autorità tedesche, un dettaglio che rivela quanto sia cresciuto e maturato il mercato negli ultimi tempi. La nuova moneta ERC20 di Fundament sarà agganciata a cinque progetti di nuovi edifici sparsi tra Amburgo (tre), Francoforte (uno) e Jena (una cittadina universitaria, dove sorgerà il quinto e ultimo edificio); gli utenti potranno vantare, riferisce Glatz (Co-founder dell’azienda) un dividendo annuale che andrà da un minimo del quattro a un massimo dell’otto percento per ogni token posseduto e le normative antiriciclaggio verranno ottemperate grazie ad IDnow, che si assicurerà di identificare ogni utente con tempistiche che, mediamente, richiederanno appena tre minuti in fase di registrazione. La nuova moneta potrà essere scambiata da subito in bitcoin, ethereum, dollari americani o euro. Al netto di tutto questo, ci sono molti altri progetti in circolazione che hanno queste caratteristiche, la cosa che fino a qualche anno fa sarebbe sembrata fantascientifica è che un’azienda possa riuscire ad operare in questo modo, avendo Berlino come sede e facendosi autorizzare dalle istituzioni di modo da poter operare in perfetta legalità; basti pensare a cosa deve aver voluto significare adattare il progetto alle direttive del MiFID II, già moderatamente complesse di loro e scritte pensando a un’industria completamente differente da quella blockchain. Questa notizia, per concludere, segna quindi un momento importante perché da un lato conferma l’interesse delle aziende nei confronti della tecnologia blockchain e del fenomeno noto come tokenizzazione, dall’altro dimostra che è già possibile operare nell’area dell’unione europea in perfetta legalità e fornendo alle istituzioni tutte le garanzie del caso.