Una blockchain per regolare il mercato della vendita di biglietti, ci sta lavorando Ticketmaster

Ticketmaster, per chi non lo sapesse, è una società americana di vendita e distribuzione di biglietti per eventi con sede a Beverly Hills, in California, operativa in molti paesi del mondo; fondata a Phoenix (Arizona) nel 1976 l’azienda ha venduto nel corso di questo 2019 oltre 475mln di biglietti con un fatturato superiore ai 10mld di dollari. Stiamo quindi parlando di una delle maggiori aziende del mondo nel settore del ticketing, per cui il fatto che proprio Ticketmaster abbia deciso di investire pesantemente nella tecnologia blockchain per la gestione del processo di vendita è una cosa decisamente importante; del resto tra i fondatori dell’azienda c’era anche un informatico ed evidentemente la spinta verso la tecnologia e l’innovazione è una delle caratteristiche principali di Ticketmaster. Parlando all’Elev8CON di Las Vegas nella giornata di ieri Sandy Khaund (vice presidente dei prodotti blockchain di Ticketmaster) ha espresso la visione dell’azienda per il mercato del ticketing nei prossimi cinque anni; secondo Khaund, infatti, i biglietti per concerti ed eventi andrebbero ripensati come degli smart contract al fine di renderli scalabili e consentire l’integrazione tra le differenti piattaforme operanti nel settore. Più nello specifico, nel corso del suo intervento, Khaund ha dichiarato che:

“Vogliamo che i fan ottengano più valore dai loro biglietti, garantendo allo stesso tempo che i biglietti finiscano nelle mani giuste. Blockchain è l’unica tecnologia che può farlo utilizzando contratti intelligenti per definire digitalmente l’industria del ticketing “

In pratica, secondo la visione di Ticketmaster, l’applicazione della blockchain al mercato della vendita dei biglietti dovrebbe consentire di porre un freno al fenomeno del bagarinaggio; quando Khaund dichiara che attraverso questa tecnologia si può garantire che i biglietti “finiscano nelle mani giuste” sta proprio alludendo al fatto che registrando su una blockchain immutabile i dati relativi alla vendita dei biglietti sarà molto più facile scoprire chi acquista più del dovuto e si potranno verosimilmente bloccare sul nascere gli acquisti di biglietti finalizzati alla vendita destinata ai bagarini. Del resto, secondo quanto dichiarato dallo stesso Khaund, Ticketmaster sfrutta una tecnologia che è ormai vecchia di oltre 40 anni, per cui è arrivato il momento di innovare e l’azienda ha deciso di farlo acquisendo proprio la società di Khaund (Upgrade) e piazzando quello che era il CEO in un ruolo apicale nel nuovo organigramma aziendale; attraverso la tecnologia blockchain di Upgrade, quindi, Ticketmaster punta a trasformare i biglietti in unità interattive, digitalizzandoli e dando vita a un sistema che funzioni tramite codici a barre crittografati per proteggere e migliorare il processo di biglietteria. L’intervento di Khaund è poi proseguito citando alcuni casi d’uso concreti, ad esempio proprio per prevenire il bagarinaggio; l’evento in cui questo sistema è stato provato per la prima volta riguardava un concerto a scopo benefico dei Pearl Jam per gestire il quale Ticketmaster ha stampato per ogni posto disponibile due biglietti, uno non trasferibile e il secondo trasferibile una sola volta. Per renderci meglio conto di come funziona questo sistema pensate ai classici biglietti per le riffe, sono dei blocchi in cui ogni foglio riporta un numero, un biglietto va a chi compra, il secondo rimane attaccato alla matrice; in questo caso, quindi, il biglietto non trasferibile viene venduto a chi gestisce la rivendita, non è trasferibile e gli da diritto a vendere il biglietto vero e proprio, quello che poi finisce al pubblico, che è trasferibile una sola volta per cui, una volta venduto dall’emittente allo spettatore non può essere da quest’ultimo rivenduto a terzi.