Una blockchain per certificare l’autenticità delle lauree, al via il progetto pilota in Svizzera

Blockchain

L’Italia, è cosa nota, è il paese dei falsi, falsi CD, false borse, falsi enogastronomici, in questo paese falsifichiamo tutto e la cosa non sembra rappresentare per noi un grosso problema almeno fino a quando non incappiamo in un falso dentista, un falso fisioterapista o, addirittura, un falso primario. Dite che esagero? Affatto, nel nostro paese capita anche questo, cito, ad esempio, solo il noto caso di Andrea Stampini, deceduto pochi mesi fa e finito sotto processo per aver esercitato per anni la professione medica fino a diventare primario del reparto di ostetricia e ginecologia all’ospedale di Bassano senza però aver mai conseguito una laurea. Nel nostro paese, quindi, quello delle false lauree è un problema serio, che dubito abbiano in altri paesi come, ad esempio, la Svizzera; eppure, per uno strano scherzo del destino, a cercare una soluzione definitiva al problema delle false lauree sono stati proprio gli svizzeri, mentre noi italiani chiaramente continuiamo a dormicela della grossa. Nel corso di un’intervista rilasciata a CNN Money lo scorso 19 settembre, infatti, l’Università di San Gallo in Svizzera ha annunciato un progetto pilota che avrà lo scopo di verificare l’autenticità dei titoli di laurea che, chiaramente, sarà realizzato sfruttando la tecnologia blockchain. La piattaforma verrà realizzata in collaborazione con la startup svizzera BlockFactory, che opera proprio nell’industria blockchain, ed utilizzerà la blockchain di Ethereum per creare i record dei diplomi di laurea conseguiti fino ad oggi e di quelli che verranno conseguiti in futuro. Cointelegraph, che sulla questione ha pubblicato un articolo nella giornata di oggi, ricorda poi che anche paesi come la Malesia e il Canada si stanno muovendo nella stessa direzione; dal momento che parliamo di una soluzione definitiva a un problema che, a parte le facili ironie, hanno in tutto il mondo non è difficile immaginare che un prossimo futuro ci sarà solo una blockchain che registrerà le lauree conseguite presso tutti gli atenei del mondo. Tutto questo ci serve anche a rendere meglio un concetto che abbiamo provato a introdurre spesso in altre occasione e cioè quello che dovremmo abituarci a considerare le criptovalute non come monete ma come infrastrutture; a definire il valore di ETH (intesa qui proprio come moneta) è perciò la sua infrastruttura, la rete, che viene utilizzata da diversi soggetti con diversi scopi, tra cui appunto la realizzazione di una piattaforma per certificare l’autenticità dei diplomi di laurea come quella dell’Università di San Gallo. In un prossimo futuro, quindi, nasceranno sempre più applicazioni che per funzionare avranno bisogno di tali infrastrutture e, di conseguenza, il valore delle criptovalute che a tali infrastrutture sono agganciate tenderà inevitabilmente ad aumentare.