Timeframe e trading, ovvero l’orizzonte temporale di un’operazione finanziaria

Il concetto di tempo è centrale nel mondo di bitcoin e della finanza in genere. Si tratta di una variabile importante non solo quando si va a definire la performance di uno strumento finanziario ottenuta in un certo arco temporale, oppure nel calcolo dei rendimenti, ma anche nel processo di costruzione di un portafoglio.

Orizzonte temporale

Quando parliamo di orizzonte temporale ci riferiamo alla durata prevista del nostro investimento. Chiedere “qual è il tuo orizzonte temporale?” significa domandare, “per quanto tempo sei disposto a rinunciare alla disponibilità di una parte dei tuoi risparmi per destinarli all’investimento?”. Nel processo di definizione di una strategia, e quindi nella costruzione del portafoglio, questo fattore diventa molto importante. L’abbiamo ricordato diverse volte, calandoci perlopiù nell’operatività concreta, ma come dicevano gli antichi, repetita iuvant: non esiste un portafoglio o un tipo di money management temporale che possa andar bene per tutti. Ogni operatore sulle piattaforme dei brokers ha specifici bisogni e necessità ed è bene che le tenga bene a mente quando si passa dalla teoria alla pratica o alla composizione di un portafoglio.

Breve, medio e lungo periodo

La definizione dell’orizzonte temporale del nostro caso è legata a doppio filo all’obiettivo che abbiamo in mente: se il nostro intento è quello di investire per poi realizzare un viaggio in una meta esotica, l’orizzonte temporale potrebbe essere di medio termine, per esempio 6 mesi, mentre se investiamo per assicurarci una serena pensione l’orizzonte temporale sarà lungo, per esempio 10 o 15 anni. Questa distinzione incide sull’asset allocation, ovvero sulla ripartizione del portafoglio nelle varie tipologie d’investimento. Infine se puntiamo alla mera speculazione, il timeframe si accorcia di molto e non supererà quasi mai la sessione intraday o giornaliera.

A ognuno la sua asset allocation

I mercati finanziari sono sistemi complessi e a tratti anche imprevedibili: i rendimenti delle diverse cripto, ad esempio, possono oscillare fortemente se li analizziamo un ristretto arco di tempo. Bitcoin e le criptovalute infatti sono particolarmente volatili. Tuttavia allungando il riferimento temporale i mercati hanno quasi sempre e ampiamente recuperato le perdite. Seguendo questo principio, se l’orizzonte temporale è di breve durata ci si può sempre concentrare su asset difensivi, con un livello di rischio basso e un’elevata liquidità: ad esempio fondi monetari,  titoli di Stato e altre obbligazioni a bassa esposizione. Pian piano che allunghiamo l’orizzonte temporale possiamo iniziare a considerare asset più rischiosi come le cripto, rispettando però sempre la nostra personale propensione al rischio.

Non cambiare le carte in tavola

Una regola aurea per l’operatore retail è quella di non cambiare il proprio orizzonte temporale a seconda dell’andamento e delle performance del mercato. È sempre bello quando i mercati sono un mare calmo e piatto, ma come abbiamo visto ci sono anche i periodi di tempesta. Ed è proprio in queste occasioni che, spaventati dalla forte turbolenza dei mercati, potremmo essere tentati di cambiare drasticamente la composizione del nostro portafoglio o addirittura di smobilizzare l’intera operazione mandata a mercato. In questi momenti, dobbiamo fare una sola cosa: ovvero, utilizzare tutta la nostra parte più razionale e non farci prendere dal panico ma tenere lucidamente fede al nostro orizzonte temporale, senza comprare o vendere sull’onda dei titoli di giornali e delle emozioni. Come diceva Warren Buffett , l’oracolo di Omaha: “comprare e vendere sulle news è semplicemente una follia”.

Il tempo e le perdite

Una forma di avversione alle perdite è quella “miope” chiamata in gergo tecnico “myopic loss aversion”. In questo caso, la miopia dell’investitore non considera le prospettive di lungo termine ma si concentra quasi esclusivamente su quelle di breve periodo, rispetto alle quali può essere dominante il timore di dover subire forti erosioni del capitale investito. È facile incappare in questo tipo di miopia soprattutto quando la performance di una trade viene controllata troppo spesso, a volte in maniera quasi ossessiva, e il rischio è quello di perdere opportunità di lungo periodo che potrebbero rivelarsi importanti.

Come difendersi dagli inganni connessi al timeframe

L’avversione alle perdite riguarda un po’ tutti, difficilmente un investitore riesce a esserne immune. Anche se non è particolarmente dannosa può portare a prendere delle decisioni errate quando si costruisce e si valuta l’andamento di un’operazione. Cosa fare allora? È importante conoscere se stessi e quello che si vuole ottenere. Nella scelta dei livelli di entrata (market timing) che andranno a comporre le trades in piattaforma è determinante tenere a mente il proprio obiettivo, l’orizzonte temporale e la propria propensione al rischio. Solo così è possibile avere una stategia “adattata” ai mercati.

I mercati sono sistemi complessi e soggetti per loro natura a momenti di volatilità. Pertanto, se il target del nostro portafoglio è di medio-lungo periodo è inutile focalizzarsi sulle performance solamente di breve periodo. In caso di mare in tempesta è importante riuscire a guardare oltre, all’obiettivo per cui si è intrapreso l’investimento senza farsi prendere dal panico, magari restando fedele ad un progetto sulla carta fortemente innovativo come quello della blockchain.

Di Vincenzo Augello