SEC Vs TON, la deposizione del fondatore di Telegram attesa tra il 7 e l’8 gennaio 2020

Kevin Castel, giudice del distretto meridionale di New York, ha disposto che la deposizione di Pavel Durov (CEO e fondatore di telegram) per il caso che vede la SEC contrapposta a TON avvenga tra il 7 e l’8 Gennaio prossimi; Ilya Perekopsky, vicepresidente di Telegram, e responsabile delle comunicazioni con gli investitori durante la prevendita di token da 1,7 miliardi di dollari dell’anno scorso, sarà invece interrogato tra poco meno di un mese, il 16 dicembre a Londra poco dopo l’audizione di uno dei dipendenti telegram il cui nome risultava nelle lettere inviate ai clienti dopo che la SEC ha bloccato l’emissione dei token (Shyam Parekh), prevista per il 10 dicembre. Il caso, che ha suscitato non poco clamore nel momento in cui la SEC ha bloccato all’ultimo minuto la quotazione dei token GRAM, riguarda la presunta elusione da parte di Telegram delle norme che regolano l’emissione di obbligazioni.

Il problema, come abbiamo già avuto modo di spiegare, è che telegram non ha registrato i token come obbligazioni in virtù della norma che esonera da questo adempimento le aziende a patto che le vendite vengano riservate esclusivamente a investitori qualificati; dal momento però che poi i token GRAM sarebbero finiti in quotazione sui maggiori exchange la SEC ha reputato che l’azienda avrebbe dovuto registrare i propri token prima di renderli disponibili sul mercato. Il progetto, in termini di sviluppo, sta comunque andando avanti e i DEV continuano a lavorare alla rete di modo che tutto possa essere pronto quando, finalmente, le beghe di carattere legale saranno giunte a conclusione. Intanto diversi exchange hanno già dato la loro disponibilità a quotare i token GRAM, tra i quali possiamo citare Coinbase e Poloniex, due dei maggiori scambi di criptovalute al mondo. Sulla questione è intervenuto anche Chanpeng Zhao (CEO di Binance) che ha affermato di dubitare che progetti come GRAM o Libra possano essere bloccati per sempre da azioni di carattere legale o comunque a seguito dell’intervento dei regolatori; secondo CZ, quindi, si tratta di mere battute d’arresto che potranno ritardare l’emissione di questi strumenti ma non potranno bloccarla per sempre.