Schizzano le ricerche su bitcoin in tutto il mondo, google trends segnala quasi il 5000% in più

bitcoin

Osservando i dati google trends si può notare come il volume di ricerche su google riguardo a bitcoin sia letteralmente schizzato alle stelle negli ultimi giorni; contestualmente alla crescita dell’interesse online, come abbiamo già avuto modo di spiegare in un articolo di qualche ora fa, sono schizzate in alto anche le quotazioni e, in entrambi i casi, sembra che il motivo di tutto questo siano le tensioni tra USA e Iran. Mentre però nel caso dei prezzi questo tipo di correlazione è solo una delle varie interpretazioni che gli analisti hanno dato all’ultima esplosione della volatilità rialzista, nel caso dei volumi di ricerche possiamo essere certi che a generare il boom è stata proprio la situazione critica dell’iran; a guidare il volume di ricerca, infatti, è proprio la chiave “bitcoin iran” che ha fatto un enorme balzo in avanti. In ogni caso è proprio l’interesse nei confronti di bitcoin ad aver fatto un passo in avanti ed inizia quindi ad essere decisamente legittimo credere che tutta questa faccenda sia riconducibile proprio alle tensioni in medio oriente.

A livello globale il maggior interesse proviene dalla Nigeria, seguita a ruota da Canada e Singapore, mentre gli USA si piazzano solo quarti; questo la dice lunga, tra le altre cose, su quanto proprio l’Africa, come abbiamo ripetuto in diverse occasioni, si rivelerà un paese cruciale per la diffusione di bitcoin come mezzo di pagamento. Intanto, come riportato in un recente articolo, le quotazioni di bitcoin suglii scambi iraniani locali sono schizzate alle stelle, toccando un massimo di 24mila dollari appena un paio di giorni fa e il sentiment della comunità cresce a vista d’occhio, anche in virtù del fatto che è ormai partito il conto alla rovescia per l’atteso halving, il dimezzamento della ricompensa destinata ai miners atteso per la metà di maggio; insomma, questo 2020 si è aperto all’insegna dell’entusiasmo per gli appassionati di criptovalute, posto che comunque gli analisti risultano ancora piuttosto divisi tra chi già segnala l’inizio di un nuovo bull run e chi invece, come il sottoscritto, preferisce invitare alla prudenza.