La notizia potrebbe sembrare poca cosa, in realtà, leggendo tra le righe, si comprende subito quanto sia rilevante ciò di cui stiamo parlando; per la prima volta nella sua storia, infatti, ripple viene citata espressamente in un documento ufficiale del governo USA. Più precisamente è stato il CFPB (acronimo di Consumer Financial Protection Bureau) a citare ripple nell’ambito di un documento che analizza le prospettive future del mercato delle rimesse. L’agenzia statunitense che è responsabile della tutela dei consumatori nel settore finanziario ha infatti proposto di ridurre la burocrazia per gli istituti che effettuano un numero limitato di trasferimenti nell’arco dell’anno fiscale; il motivo di questa proposta, sostanzialmente, è proprio ripple. Il CFPB, infatti, ricorda che il mercato delle rimesse ha subito cambiamenti sostanziali per quanto riguarda l’applicazione delle norme previste a causa dell’incorporazione di nuove tecnologie da parte dei fornitori di pagamenti transfrontalieri;

 

il documento, quindi, arriva a citare direttamente Ripple, definendo la piattaforma uno dei fattori di disturbo del settore insieme al prodotto SWIFT Global Payment Innovation (SWIFT GPI) e alle società finanziarie non bancarie. Il CFPB, in ogni caso, ritiene che difficilmente le aziende che operano con queste nuove tecnologie riusciranno a sostituirsi al sistema bancario tanto presto, tuttavia il documento ci permette di comprendere come le istituzioni statunitensi abbiano il polso della situazione e siano perfettamente consapevoli del fatto che è sostanzialmente inevitabile che, in un’ottica di lungo periodo, le aziende fintech finiranno col sostituire le banche; questo è vero sicuramente nell’ambito del mercato delle rimesse ma è vero, più in generale, quasi per ogni settore a livello finanziario. La notizia, per concludere, non è sicuramente nulla di epocale ma resta un passaggio importante sia per Ripple che per l’intera industria delle criptovalute

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