Ripple investe in una startup che usa i dati biometrici per migliorare la sicurezza informatica

Che ripple stia investendo pesantemente in una campagna di acquisizioni tesa a rafforzare l’ecosistema di servizi che utilizzano la sua rete è cosa nota, l’ultimo investimento messo a segno da Xpring (l’incubatore di ripple) ammonta a 2,2mln di dollari ed è andato a Keyless, startup che punta sui dati biometrici (ovviamente protetti da crittografia) per sbloccare l’accesso degli utenti ai servizi online. L’azienda, con sede a Londra, afferma di essere riuscita a sviluppare un sistema che, al contempo, blinda i dati biometrici degli utenti ma li rende disponibili per sbloccare l’accesso a risorse informatiche online, in questo modo, per intenderci, sarebbe possibile accedere a un account mail usando l’impronta digitale o il riconoscimento facciale mantenendo il pieno controllo dei nostri dati biometrici sensibili. La cosa, oltre a Xpring di ripple, ha attirato anche colossi del venture capital come Cryptos Capitale e LuneX. Paolo Gasti, co-founder e responsabile tecnologico presso Keyless, ha dichiarato che l’intento è quello di blindare i dati biometrici degli utenti ma allo stesso tempo renderli disponibili nei processi di autenticazione online; la beta test per ora si è conclusa con successo e presto l’azienda arriverà sul mercato con un primo prodotto (Keyless Authenticator), avendo in tasca già una serie di partnership strategiche con clienti attivi nel mondo delle cripto. Ethan Beard, vicepresidente senior di Xpring, intervistato da CoinDesk relativamente a questo investimento ha dichiarato che:

“Durante la nostra revisione tecnica ci siamo resi conto che la soluzione implementata da Keyless era intelligente e ben ponderata. Riteniamo che questo genere di soluzioni saranno particolarmente apprezzata dai fornitori di portafogli e dagli scambi per accelerare il processo di verifica per i possessori di criptovalute”

Comprendere il funzionamento di questo nuovo sistema di autenticazione è abbastanza difficile, limitiamoci a dire, semplificando un po’, che lo stesso dato biometrico (ad esempio l’impronta digitale) viene spacchettato in più parti e protetto da crittografia; ogni utente, nelle intenzioni dell’azienda, dovrebbe controllare almeno cinque nodi per fare in modo che, alla richiesta di autenticazione, questi nodi (tutti sotto controllo dell’utente) raggiungano un consenso tra loro e sblocchino i dati protetti da crittografia. Il sistema è molto complesso è difficile da illustrare, visto però il finanziamento ottenuto possiamo fidarci del fatto che l’ufficio tecnico di Xpring l’abbia studiato accuratamente verificandone il potenziale, altrimenti non avrebbe dato il via libera al finanziamento da 2,2mln di dollari.