Ripple collaborerà con le Università di Kyoto e Tokyo a un progetto di ricerca sulla blockchain

A comunicarlo è stata la stessa Ripple con un comunicato stampa diffuso ieri, l’azienda collaborerà con le università di Kyoto e Tokyo al progetto di ricerca denominato UBRI (acronimo di University Blockchain Research Initiative); non è la prima volta che Ripple collabora con delle università, anzi, è sempre molto attenta ad includere queste istituzioni nei propri piani di sviluppo, come dimostra, ad esempio, la partnership con alcune importanti università brasiliane in occasione dell’apertura dei suoi nuovi uffici nel paese. Il Giappone, in ogni caso, è comunemente considerato la patria delle criptovalute, tanto che è lo stesso Emi Yoshikawa, direttore senior delle operazioni globali di Ripple, ad osservare come esista un forte interesse per l’industria blockchain a livello accademico nel paese, cogliendo l’occasione per dichiarare che:

Il Giappone sta rapidamente diventando una forza trainante quando si parla di crittografia e blockchain; abbiamo visto alti livelli di interesse da parte della comunità accademica intorno a questi temi, perciò, come Ripple, vogliamo impegnarci a coinvolgere e ispirare gli studenti a far parte di questo settore e di quella che consideriamo essere la forza lavoro del futuro”

Particolarmente interessanti, poi, sono le iniziative di supporto messe in campo dalle due università, con Tokyo che assegnerà delle borse di studio per la ricerca sulla blockchain, mentre il dipartimento economico è già impegnato nell’organizzazione di seminare (anche pubblici) su questa tecnologia; per quel che riguarda Kyoto, invece, gli studenti laureati hanno già dato il via a diverse ricerche (tutt’ora in corso) su temi quali le rimesse dei lavoratori migranti, la gestione dell’identità digitale per i rifugiati e la gestione della catena di approvvigionamento in diversi settori, il tutto, naturalmente, gestito con una piattaforma blockchain. Bisogna comunque dire che al progetto UBRI collaborano, a vario titolo, ben 33 università, insieme a quelle di Tokyo e Kyoto, anche nel tentativo di rendere al meglio l’idea di quanto importante, vasta e rilevante sia questa iniziativa. Invitato a commentare questa nuova collaborazione, Eric Van Miltenburg, vicepresidente senior delle operazioni globali di Ripple, ha dichiarato:

“Man mano che l’industria matura, la comunità accademica svolge un ruolo fondamentale nel preparare la strada a quei paesi e a quegli imprenditori innovativi che intendono sfruttare al massimo delle loro potenzialità la tecnologia blockchain e le risorse digitali”

Ripple sarà impegnata a fornire competenze, supporto e risorse sia finanziare che tecniche al progetto UBRI, ma ovviamente non si tratta certamente di filantropia; in questo momento l’azienda che controlla XRP è una delle squadre più attive nel sostenere la propria creatura e, anche se il prezzo di ripple continua a faticare, le partnership messe a segno nel corso di questo 2019 sono una più interessante dell’altra e tutte con un amplio respiro strategico e di elevato potenziale. Anche in questo caso, ad esempio, attraverso la collaborazione con università di primissimo livello, tra le prime al mondo e tra le più evolute quando si parla di ricerca blockchain, Ripple sta sostanzialmente mettendo le mani sulla prossima generazione di ingegneri ed esperti di crittografia; non sono molti in questo momento i team che possono permettersi di seguire una strategia così intelligente, vuoi perché comunque è abbastanza dispendiosa o vuoi, più banalmente, perché l’assenza di una forma aziendale pregiudica la possibilità di organizzare questo genere di collaborazioni. Nei fatti, in ogni caso, non cambia la sostanza che, andando avanti di questo passo e continuando a stringere collaborazioni con gli atenei più prestigiosi in giro per il mondo, Ripple si garantisce la possibilità di poter scegliere i migliori ingegneri della prossima generazione; nonostante il mercato sia maturato moltissimo negli ultimi anni, infatti, bisogna comunque considerare che la tecnologia è tutto sommato ancora molto giovane e che probabilmente la prossima generazione di sviluppatori implementerà soluzioni che noi, oggi, non riusciamo nemmeno a immaginare. Per Ripple, di conseguenza, avere la possibilità di entrare da subito in contatto con i prossimi maggiori esperti mondiali di crittografia (ragazzini che ad oggi magari non hanno neanche vent’anni) significa guadagnare un vantaggio competitivo di lungo periodo su tutte le sue concorrenti.