Polkadot (DOT) occupa il decimo posto tra le maggiori criptovalute per capitalizzazione di mercato, e insieme ad altri token di ancor più grande popolarità ha fatto registrare un importante picco al rialzo una manciata di mesi addietro, prima che iniziasse il declino che ha coinvolto l’intero settore.

Ed è proprio in questa delicata fase, in cui si cerca di capire quale direzione prenderà il mercato delle criptovalute, che si rende quanto mai necessario approfondire alcune dinamiche che sono alla base dei movimenti di prezzo.

Per quanto riguarda in particolare Polkadot, sappiamo che il progetto nasce dalle stesse menti che hanno partorito Ethereum, e che potrebbe diventare una buona alternativa per chi vuole diversificare i suoi investimenti nel mercato delle crypto.

Cos’è Polkadot e perché dovremmo investire su questo token

Diciamo prima di tutto che quando parliamo di Polkadot (DOT), non stiamo parlando di una criptovaluta classica, infatti nasce con lo specifico obiettivo di risolvere un problema di natura tecnica che nel mondo delle crypto fino ad oggi ha rappresentato un significativo ostacolo allo sviluppo.

DOT viene infatti utilizzato come mezzo di pagamento delle transazioni sul network Polkadot, ed è nato in particolare per creare intercomunicabilità tra diverse blockchain, per il trasferimento di token, di dati e di contratti. Polkadot ha una grande utilità e una parte del suo valore può essere collegato all’utilizzo della piattaforma che supporta il token stesso. Si tratta di una piattaforma che ha già conquistato il suo posto nel settore e che si sta imponendo come vero e proprio network transnazionale nel mondo delle criptovalute.

Ma cos’è quindi Polkadot? Se visiti il sito web ufficiale la prima cosa che leggi è: “La visione multichain per Web3 inizia qui”. Infatti Polkadot promette una vera interoperabilità, il che vuol dire che è possibile trasferire anche dati e risorse, oltre ai token, il che rende DOT un token unico per le sue caratteristiche.

A cosa serve quindi Polkadot? Possiamo dire che il token nativo di Polkadot viene utilizzato prevalentemente in tre modi:

  • Governance
  • Staking
  • Bonding

Governance: andiamo per gradi, e iniziamo con il primo di questi tre possibili principali utilizzi per Polkadot, la governance appunto. Chiariamo prima di tutto che i titolari di DOT hanno il pieno controllo del protocollo. Per governance nell’ambito di una blockchain si intende il modo in cui una transazione e un blocco possono essere verificati in base alle regole e come le regole possono essere applicate.

Nel caso di Polkadot ci troviamo davanti ad una struttura di governance che passa per il meccanismo di consenso Proof of Stake, ed è attraverso questo sistema che si determinano anche le tariffe del network. Parliamo di funzioni che non sono formalmente concesse ai titolari di DOT, ma piuttosto avremo il codice sottostante che consentirà ai titolari di DOT di prendere parte al processo di governance.

Staking: Polkadot fornisce un mezzo per premiare i possessori tramite il processo di staking. La teoria del gioco incentiva i possessori di token a comportarsi in modo onesto, e in modo da garantire la sicurezza della sua rete Polkadot ricompensa i buoni ‘attori’ mentre i cattivi ‘attori’ perderanno stake all’interno del network. La rete di Polkadot farà affidamento sui detentori di token esclusivamente per l’esecuzione di questa funzione.

Il DOT richiesto per prendere parte nel network varierà in base all’attività intrapresa, alla durata per cui viene tenuto in staking, e al numero complessivo di DOT in stake.

Bonding: Il bonding è una forma di proof of stake attraverso il quale nuove parachains vengono aggiunte al network di Polkadot. Il DOT sarà bloccato durante il loro periodo di bonding e verrà rilasciato sull’account che li ha vincolati.

Previsioni di prezzo di Polkadot, cosa dobbiamo aspettarci entro fine 2022

Il 2021 si è concluso al ribasso anche per Polkadot come per l’intero mercato delle criptovalute nel suo insieme, che ha imboccato un trend ribassista dopo il picco registrato tra metà novembre e inizio dicembre.

Il 2022 è stato quindi un anno difficile non solo per DOT ma anche per le altre criptovalute, e per alcune il trend ribassista è stato decisamente più accentuato che per altre. Ora però gli investitori si aspettano un’inversione di tendenza da un momento all’altro, ed è anche possibile che quacosa cambi prima della fine dell’anno.

Ma per quel che riguarda Polkadot in modo specifico cosa dobbiamo aspettarci entro la fine del 2022? Attualmente Polkadot viene scambiato intorno ai 10 dollari, e sulla base dell’attuale slancio non vi sono segnali che indichino con chiarezza la possibilità di un significativo rialzo di prezzo.

Leigttimo chiedersi se ci sarà un aumento di prezzo di Polkadot che giustifichi un investimento ora, ma a chi domanda se il prezzo di Polkadot raggiungerà a breve i 100 dollari, non si può che rispondere che le probabilità, viste le attuali condizioni del mercato, sono estremamente basse. In realtà non solo non sarà affatto facile assistere ad un rialzo simile nel breve periodo, ma non lo sarà probabilmente nemmeno per gli anni a venire, almeno fino al 2025 secondo alcuni osservatori.

Quello che serve è un cambio di rotta complessivo dell’intero settore delle criptovalute, ma vi sono molti fattori che influiscono sull’attuale situazione di stallo e di profonda incertezza, nonché di enorme sfiducia da parte di consumatori e investitori, i quali assumono un atteggiamento sempre più attendista ed estremamente prudente.

Si attendono segnali che indichino un’inversione di trend ma per ora non ne arrivano, e per Polkadot (DOT) il discorso non cambia. Il prezzo massimo previsto per DOT entro la fine del 2022 è attualmente stimato intorno ai 10 dollari, che sarebbe comunque un lieve rialzo, che porterebbe poi entro la fine del 2025 il prezzo di DOT intorno ai 16 dollari, quindi ben distante dall’aspettativa dei 100 dollari.

Per innescare un trend di prezzo rialzista devono cambiare le condizioni generali del mercato

Tutto potrebbe cambiare però se a cambiare fossero per prime le condizioni del mercato, e tuttavia servono dei segnali chiari che per ora non si colgono. Inoltre la storia di Polkadot ci insegna che si tratta di una criptovaluta dall’andamento di prezzo particolarmente imprevedibile che la rende un investimento molto rischioso.

DOT ha registrato un calo di prezzo del 15% nei soli ultimi 7 giorni, quindi parliamo della prima settimana del mese di settembre 2022, e ha perso oltre 1 miliardi di capitalizzazione di mercato, pari ad un -13% circa della sua market cap.

Ma non è solo Polkadot ad essere in crisi, come abbiamo già accennato precedentemente, bensì l’intero settore delle criptovalute e non solo. Appare evidente infatti che per assistere ad un’inversione di trend di questo settore occorre un cambiamento radicale della situazione economica su scala mondiale, a sua volta determinata dalle dinamiche geopolitiche cui stiamo assistendo.

Gli eventi mondiali in questo momento non favoriscono l’aumento delle azioni nel mercato delle criptovalute in quanto la recessione cui stiamo assistendo specie nei Paesi occidentali e in primis in Europa produce un preoccupante aumento del costo della vita, inducendo i consumatori a ridurre gli investimenti concentrandosi su obiettivi più concreti e a breve termine.

Per vedere un’inversione di tendenza nel settore delle criptovalute è indispensabile quindi un profondo cambiamento della situazione economico-politica su scala mondiale. Ma di segnali, almeno per ora, non se ne vedono.

Previsione di prezzo Polkadot in 10 anni, ecco quanto potrebbe valere nel 2032

Se prevedere l’andamento di prezzo di una criptovaluta nel breve periodo è difficile, prevedere quello che farà tra 10 anni, specie in una situazione caratterizzata da una così profonda instabilità su scala mondiale, è quasi impossibile.

Alcuni esperti però ritengono che partendo da quanto abbiamo visto in questi ultimi anni e in particolare dal boom del mercato delle criptovalute del 2021 al crollo di inizio 2022, sia possibile abbozzare una previsione di lungo termine.

Nel 2021 abbiamo assistito ad un’impennata significativa di tutto il settore con un aumento della capitalizzazione di mercato delle cripto che ha superato i 3 trilioni di dollari. Circa 7 mesi dopo la capitalizzazione di mercato era già precipitata al di sotto di 1 trilione di dollari.

Quanto a Polkadot, nel 2021 ha totalizzato 55 milioni di dollari di market cap, e ora si trova intorno ai 10. Nei prossimi 10 anni in sostanza potrebbe accadere tutto e il contrario di tutto, DOT potrebbe raggiungere infatti una capitalizzazione di mercato di oltre 100 milioni di dollari come potrebbe scendere ancora più giù rispetto al livello di oggi. Ma se partendo dalla situazione attuale dobbiamo ipotizzare che le condizioni generali del mercato rimarranno le stesse, allora probabilmente Polkadot farà fatica a superare i 20 milioni di dollari di capitalizzazione di mercato anche da qui a 10 anni.

Per comprare e vendere criptovalute come Polkadot, ma anche Bitcoin, Ethereum e altre, affidati solo ad exchange rinomati come Binance. Clicca qui per visitare il sito ufficiale e scoprire come iniziare.

Qual è la tua reazione?
Felice0
Lol0
Wow0
Wtf0
Triste0
Arrabbiato0

X

Avviso di rischio - Il 74-89 % dei conti degli investitori al dettaglio subisce perdite monetarie in seguito a negoziazione in CFD. Valuti se comprende il funzionamento dei CFD e se può permettersi di correre questo alto rischio di perdere il Suo denaro.