La crisi delle banche Usa, che ha interessato soprattutto Silicon Valley Bank e Signature Bank, ha avuto delle immediate ripercussioni sul mercato delle criptovalute, colpendo duramente soprattutto la stablecoin USDC, per via del fatto che la società emittente Circle deteneva circa 3,3 miliardi di dollari proprio nella SVB.

Dopo alcune fasi di più che giustificato allarme tra gli investitori nel mercato delle criptovalute, e soprattutto tra i detentori di USDC, durante le quali la stablecoin ha temporaneamente perso il suo ancoraggio con il dollaro, hanno iniziato ad arrivare le buone notizie, con le maggiori istituzioni finanziarie Usa che si rendevano disponibili a venire in soccorso dei creditori delle banche in difficoltà.

In questo modo c’è stato un vero e proprio involontario salvataggio da parte di Fed, Tesoro ed Fdic del mercato delle criptovalute, che dal rilascio di quelle dichiarazioni in poi ha registrato un rialzo notevole i cui effetti positivi si vedono tuttora. USDC ha subito recuperato il suo ancoraggio con il dollaro, Bitcoin ha registrato un picco di rialzo che ha portato la prima crypto per capitalizzazione di mercato oltre la soglia dei 24 mila dollari, e anche le varie altcoin da ETH in giù hanno avuto un movimento rialzista.

Ora resta da capire come si comporteranno nei prossimi giorni e in generale nel prossimo futuro le varie altcoin, all’indomani della crisi delle banche Usa. In particolare vogliamo concentrarci su tre altcoin tra le prime per capitalizzazione di mercato, Solana (SOL), Tron (TRX) e Polkadot (DOT).

Come stanno reagendo le criptovalute al crollo della Silicon Valley Bank?

Cerchiamo di capire quindi in che modo il crollo della Silicon Valley Bank e più in generale l’incertezza che tale situazione ha ingenerato nei mercati, influiscono sull’andamento delle criptovalute, concentrandoci in modo particolare, come accennato, su alcune delle più importanti altcoin: Solana, Tron e Polkadot.

Come reagisce Solana (SOL) al crollo di Silicon Valley Bank

Cominciamo da Solana (SOL), e più in particolare con quelli che potrebbero essere stati in parte gli effetti del crollo di SVB sul marketplace Formfunction dedicato agli NFT (Non Fungible Token) e basato su Solana appunto. In questi giorni il marketplace ha annunciato la chiusura dopo appena 13 mesi di attività, e questo a causa del crollo dei prezzi NFT di Solana e dei volumi di scambi.

L’annuncio è arrivato il 15 marzo, data in cui Formfunction ha ufficialmente reso nota la data di chiusura fissata al 29 marzo. Nel comunicato della società leggiamo: “Abbiamo alcune tristi notizie da condividere oggi: Formfunction chiuderà mercoledì 29 marzo. Questa è stata una decisione estremamente difficile; tuttavia, dopo molte discussioni e attente considerazioni, siamo giunti alla conclusione che non possiamo continuare a utilizzare Formfunction”.

L’annuncio tuttavia non spiega quali sono esattamente le ragioni che hanno portato alla decisione di chiudere il marketplace NFT di Solana, ma il responsabile della community, conosciuto con lo pseudonimo “Magellan”, il giorno 15 marzo ha scritto un tweet nel quale affermava: “È con profondo dispiacere che dichiariamo Formfunction tramontato e chiuso, mentre i cofondatori e il team si orientano verso una nuova direzione, probabilmente fuori dello spazio crypto e di SOL”.

In effetti i dati a un anno e un mese dal lancio del marketplace NFT di Solana non sono esaltanti. Secondo Magellan nell’intero periodo ha realizzato vendite per 5 milioni di dollari nonostante l’andamento tutt’altro che positivo del mercato. Dal suo lancio l’intero spazio Solana NFT è letteralmente crollato in termine di volumi di scambi e di prezzi minimi, e nel frattempo anche il prezzo di SOL è calato drasticamente.

Secondo l’aggregatore di dati Solana NFT ‘SolanaFloor’ il suo indice degli NFT “bluce chip” sulla blockchain ha registrato un calo del 75% del suo valore in dollari rispetto all’inizio di febbraio 2022.

Quali sono le previsioni di prezzo su Tron (TRX) dopo il crollo di SVB?

Dopo l’incertezza generata nei mercati finanziari dal crollo di SVB e più in generale dalla crisi delle banche USA ci si domanda quali potrebbero essere gli effetti nel breve e medio termine sul mercato delle criptovalute.

Stiamo osservando in particolare l’andamento di alcune altcoin come Tron (TRX) che sembra muoversi addirittura verso una fase rialzista. Guardando i grafici sull’andamento di prezzo di TRX notiamo che ha superato le linee della media mobile, e si trova ora a ridosso della resistenza a 0,070$ che per ora non è riuscito a rompere. Il rischio di un calo al di sotto della media mobile tuttavia è ancora presente e concreto.

Se l’altcoin non riuscisse a superare la resistenza che abbiamo detto, allora il rischio è che precipiti verso il minimo di 0,60$. Secondo alcuni analisti TRX è in fase di ripresa perché raggiunge la zona di tendenza rialzista al livello 53 del Relative Strength Index per il periodo 14, e in questo modo potrebbe posizionarsi su una tendenza al rialzo.

In questa fase TRX potrebbe registrare un incremento di valore se le barre dei prezzi rimarranno al di sopra delle linee della media mobile. Il movimento rialzista che stiamo vedendo si è tuttavia indebolito dopo aver respinto il massimo di 0,068$, e ora oscilla tra il supporto a 0,65$ e la resistenza a 0,070$. Si potrà assistere ad un ritorno della pressione di vendita solo nel momento in cui il prezzo scenderà al di sotto del supporto a 0,65$.

Cosa sta succedendo a Polkadot (DOT) dopo il crollo di SVB

L’andamento dell’altcoin Polkadot (DOT) è tutt’altro che caratterizzato da stabilità in questa fase, vediamo anzi un prezzo che va al ribasso fino a quota 5$ in seguito al recente sell-off, e mostrare poi segnali di ripresa significativa in seguito a perdite più consistenti.

Inutile ricordare che sono successe molte cose nel comparto blockchain negli ultimi giorni, e continuiamo ad assistere ad un effetto domino che arriva a coinvolgere anche il prezzo di DOT, mentre anche altre altcoin tra cui Avalanche (AVAX) confermano un trend ribassista.

Secondo l’analisi di Cryptonomist “la pressione di vendita aumenta di giorno in giorno a causa dell’offerta pesante. Mentre il prezzo di Polkadot è diminuito del 13% nell’ultima settimana, ha recuperato l’1,4% nelle ultime ore”. Ma si tratta di una ripresa che non ha una spinta sufficientemente forte e ci si aspetta maggiore azione se gli acquirenti reagiranno al raggiungimento del minimo settimanale di 5,5$.

“Il mancato recupero più in alto può portare a un altro drawdown, che è in grado di causare un calo devastante al di sotto del livello di prezzo di 5$, fattore che potrebbe causare gravi sofferenze” spiega ancora The Cryptonomist.

Vista la situazione in cui si trova oggi il mercato delle criptovalute, e più in generale il sentiment di grande incertezza dei mercati, è più facile che i detentori di DOT decidano di mollare se il trend continua a confermare i segnali di debolezza che stiamo vedendo in questa fase. E nel frattempo i trader di future saranno più inclini ad aggiungere posizioni ai loro ordini short considerata l’opportunità di vendita.

Se osserviamo il grafico a 4 ore vediamo che il prezzo di DOT è troppo teso, e anche se esiste la possibilità che raggiunga un livello estremamente ipervenduto con un volume delle vendite che continua a invadere il mercato, per il momento viene ancora scambiato a 5,7$.

Cryptonomist fa notare inoltre che “la pendenza discendent rivela un continuo aumento dell’offerta senza segnali di inversione” e che “la ricorrente svendita mostra che gli orsi hanno acquisito un forte dominio”.

Quanto alle indicazioni sul da farsi rivolte ai trader, il noto portale dedicato al mondo crypto spiega che in questo caso l’acquisto “comporterà una perdita per i trader spot. Nel frattempo, i trader futures cercheranno posizioni short. I livelli di supporto da tenere d’occhio per i take profit sono 5,3$ e 4,72$ su uno swing trade“.

Infine, se il prezzo di Polkadot scende al di sotto dell’attuale minimo settimanale, si deve tener d’occhio il livello di resistenza a 6$, mentre i livelli di resistenza più elevati si trovano a 6,4$ e 6,87$ per l’avanzamento.

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