Si tratta di una fase molto delicata per quel che riguarda il mercato delle criptovalute, su questo restano ben pochi dubbi, eppure le prospettive non sono poi così fosche come potrebbero sembrare ad un primo sguardo ai numeri che caratterizzano questa fase.

Rispetto all’andamento di prezzo di Bitcoin e delle altre criptovalute, che durante questo lungo inverno delle crypto non sta certo rispecchiando le aspettative di tanti investitori, le previsioni per il lungo termine offrono sicuramente delle prospettive più incoraggianti.

Nonostante sia Bitcoin (BTC) che Ethereum (ETH), abbiano registrato un andamento di prezzo deludente sin dall’inizio del 2022, con un trend ribassista interrotto sporadicamente da deboli e solitamente piuttosto brevi movimenti rialzisti, il mercato delle criptvalute ha ancora molto da offrire, ma le soddisfazioni sembrano essere racchiuse tutte nelle previsioni di lungo termine.

E se le previsioni di lungo termine, per quel che riguarda Bitcoin in particolare, ma di conseguenza anche per l’intero mercato delle criptovalute che di fatto gli orbita intorno, possono celare interessanti scenari rialzisti, le previsioni di breve termine non sembrano affatto incoraggianti.

Un dato certo, tra le ben poche certezze che riusciamo ad avere in questa fase così travagliata per il settore degli asset digitali, è che fare previsioni è più complicato che mai. Non è un caso che molti investitori, ed in particolare quelli del segmento retail, si stanno muovendo con la massima prudenza, in attesa di qualche segnale rialzista che, tuttavia, stenta ad arrivare. L’inverno delle criptovalute insomma potrebbe durare ancora a lungo, ma quanto a lungo?

Non è un segreto che il miglior momento per investire, per comprare Bitcoin (BTC) o altre crypto, è quello successivo ad un drastico crollo dei prezzi, e immediatamente precedente l’inizio di un forte movimento rialzista. Ecco perché ci sarebbe utile capire, per quanto non potremo mai averne la certezza finché non accade, quali sono le previsioni di lungo termine sul prezzo di Bitcoin.

Previsioni di breve termine sul prezzo di Bitcoin

Prima di guardare a quello che accadrà al prezzo di Bitcoin nei prossimi anni, o quanto meno prima di provarci, tentiamo di fare il punto su quelle che sono le previsioni di breve termine.

Partiamo allora dall’opinione di Mark Mobius, fondatore di Mobius Capital, secondo il quale il prezzo di Bitcoin potrebbe scendere fino a toccare i 10.000 dollari. La previsione di Mark Mobius arriva in una recente intervista rilasciata proprio a Bloomberg, nel corso della quale ha rivelato che sulla base della sua analisi la soglia dei 10k $ è la prossima destinazione di prezzo di BTC.

Il fondatore di Mobius Capital comunque si guarda bene dall’investire nel mercato delle criptovalute, “troppo pericolose” per lui. Non ci investirà il suo denaro, ma nemmeno quello dei suoi clienti, e non perché sia convinto che le crypto sono finite. Anzi il parere che ha espresso indica tutto il contrario: “sono qui per restare” ha dichiarato riferendosi alle criptovalute, e questo anche grazie alla fiducia che vi ripongono moltissimi investitori.

Un segnale positivo è, secondo Mark Mobius, anche il fatto che il prezzo di Bitcoin (BTC) abbia tutto sommato retto l’urto nel 2022, nonostante tutti i crolli cui abbiamo assistito. Un’ulteriore discesa verso la soglia dei 10.000 dollari però è tutt’altro che da escludere, e non è solo Mobius a ritenere che sia in quella direzione che si sta muovendo il prezzo di Bitcoin, altri osservatori e analisti si aspettano un calo fino a 11.000 o 12.000 dollari, ma non mancano quelli che ritengono che la discesa di prezzo di BTC si arresterà una volta raggiunta la soglia di 14.000$ o 13.000$.

Una discesa nel breve termine sembra essere preannunciata anche da alcuni dati oggettivi: da una parte ci sono i due precedenti bear market post-bolla, in occasione dei quali il punto più basso fu toccato una volta raggiunta una riduzione di prezzo del -85% rispetto al massimo storico. Per il 2022 questa soglia non è stata ancora raggiunta, infatti nonostante il significativo calo, il prezzo di Bitcoin risulta inferiore del -77% circa rispetto al suo all time high.

Va fatta però una doverosa osservazione a questo punto. Nel 2013 la bolla fu decisamente più clamorosa, in proporzione, rispetto a quella del 2017, infatti il prezzo di BTC era cresciuto rispettivamente del +8.000% contro il +1.700%. Nel 2021 la bolla si è fermata ad un traguardo significativo, ma nettamente inferiore rispetto a quello toccato negli altri due casi. Si registrava un incremento di prezzo del +245% quando BTC ha toccato il suo ultimo massimo storico, e questo potrebbe significare che anche la caduta non sarà necessariamente della stessa ampiezza delle precedenti.

L’analisi da svolgere per quel che riguarda le previsioni di breve termine, riferita ad alcuni dati oggettivi, non finisce qui. Si deve tener conto del fatto che dopo la bolla del 2013 il punto di prezzo più basso è stato poi toccato a gennaio 2015, non a dicembre dell’anno seguente come invece accadde nel 2017/2018. Potrebbe succedere quindi che il punto più basso, il cosiddetto bottom, di questa fase arrivi a gennaio 2023 invece che a dicembre 2022. Sembra però che ci siamo vicini in entrambi i casi.

Infine c’è da considerare un secondo fattore, ed è la tendenza del prezzo di Bitcoin a non lateralizzare. In genere poi, sia negli anni in cui registra i picchi massimi di prezzo, sia in quelli in cui registra movimenti ribassisti significativi, questi avvengono proprio tra i mesi di novembre e dicembre. E per concludere ricordiamo che nel mese di novembre appena trascorso il prezzo di Bitcoin ha registrato un calo significativo, perciò non possiamo escludere che il bottom sia già stato raggiunto.

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Previsioni di lungo termine sul prezzo di Bitcoin (BTC)

gettone di Bitcoin e sullo sfondo grafico andamento prezzi

Se le previsioni di breve termine che abbiamo appena approfondito dovessero rivelarsi corrette, è chiaro che nel medio-lungo termine le previsioni dovrebbero mostrare un trend di segno opposto. Ma ci sono in particolare alcuni dati incoraggianti che vedremo tra poco.

Cominciamo col dire che ci sono analisti ed esperti del mercato delle criptovalute che fanno previsioni di medio termine particolarmente incoraggianti. Un esempio su tutti è sicuramente la previsione del venture capitalist Tim Draper, che indica entro la fine del 2023 un prezzo di Bitcoin fino a 250.000$.

Se sia il caso di credere a questa previsione oppure no è difficile dirlo, ma possiamo sicuramente tener presente un dato, e cioè che mentre le previsioni di breve termine si basano in genere su dati oggettivi, e vengono dedotte dall’attuale situazione di mercato, le previsioni di medio e soprattutto di lungo termine si basano su mere ipotesi, più o meno realistiche che siano.

Non dimentichiamo che una manciata di mesi addietro non si escludeva la possibilità che il prezzo di Bitcoin iniziasse a riprendere la sua scalata già nel corso del 2022, scenario che è via via sfumato lasciando spazio a prospettive meno rosee per quest’anno.

Resta in piedi, saldamente in piedi sembrerebbe, la previsione di una crescita di prezzo del Bitcoin fino a nuovi massimi nel lungo periodo. Se sul breve periodo il prezzo di BTC viene influenzato molto, come abbiamo avuto modo di constatare, dalle dinamiche dei mercati finanziari e in particolare dall’andamento dei titoli tech, sul lungo termine ci sono altre dinamiche che entrano in gioco, a cominciare dalla politica monetaria delle banche centrali.

Le previsioni di lungo termine sul prezzo di Bitcoin insomma sembrano alquanto buone. Abbiamo le previsioni di Cathie Wood, celebre investitrice di Ark Invest, che di recente ha dichiarato di ritenere possibile un prezzo di BTC a 1 milione di dollari entro il 2030. Mancano ancora diversi anni, ma si tratta di una cifra abbastanza importante. Ma proviamo a capire come mai le previsioni di lungo termine indicano scenari così interessanti.

Il primo elemento da considerare è l’halving, che possiamo definire come un ‘comportamento’ peculiare di Bitcoin. L’halving avviene precisamente ogni 210 mila blocchi minati ed aggiunti alla blockchain di BTC, e con un ritmo di circa 10 minuti a blocco tra un halving e il successivo trascorrono mediamente 3 anni e 10 mesi.

Ora non resta che calcolare quando dovrebbe verificarsi il prossimo halving, e cosa succede esattamente quando si verifica un halving di Bitcoin. Il calcolo è facile, infatti sappiamo che il prossimo halving sarà nella primavera del 2024, quanto a quello che succede quando si verifica un halving, possiamo semplicemente limitarci a dire che in tutti e tre i casi precedenti abbiamo avuto una bull run nel corso dell’anno successivo. Questo significherebbe che l’aumento di prezzo di Bitcoin verso nuovi massimi potrebbe essere proprio nel corso del 2025.

Ma cos’è l’halving esattamente? Su Cryptonomist viene definito come “l’unica misura di politica monetaria di Bitcoin” che “prevede il dimezzamento dei BTC che vengono creati e dati in premio a chi riesce a minare i blocchi”. E visto che questo premio è l’unica forma di creazione di Bitcoin esistente, quando si verifica un dimezzamento si ha anche una inevitabile conseguente riduzione del tasso di inflazione della sua massa monetaria.

Fortunatamente, come abbiamo visto, il ciclo dell’halving non solo è corto ma è anche prevedibile, infatti fino ad oggi si sono verificati nel 2012, 2016 e 2020, e a meno di una significativa riduzione della domanda di Bitcoin dovremmo avere il prossimo halving nel 2024. Tuttavia, da qui a prevedere l’esatto andamento di prezzo di Bitcoin, e di conseguenza del mercato delle criptovalute, c’è una distanza non trascurabile.

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Conviene comprare Ethereum (ETH)? Cosa dicono le previsioni 2023

Il 2023 è iniziato nel migliore dei modi sia per il mercato delle criptovalute complessivamente che per Ethereum (ETH) in modo specifico. Infatti la seconda criptovaluta per capitalizzazione di mercato ha registrato nel giro di un mese un incremento di prezzo di oltre il +25%.

Ricordiamo infatti che ETH veniva scambiato al 28 dicembre a 1.180$, mentre un mese dopo, al 27 gennaio 2023, viene scambiato a 1.580$. Un aumento di prezzo che lascia ben sperare in una ormai prossima uscita dall’inverno delle crypto di cui tanto si è parlato per tutto il corso del 2022.

L’anno che ci siamo lasciati alle spalle infatti ha determinato un crollo senza precedenti per l’intero settore, e abbiamo assistito a diverse ‘scosse di assestamento’ che hanno indotto gli investitori ad adottare un approccio di estrema prudenza.

Ma cosa dobbiamo aspettarci ora? Le prime settimane del 2023 lasciano ben sperare, ma è un trend che potrebbe essere confermato anche nel medio-lungo termine? In realtà vi sono previsioni contrastanti per quel che riguarda l’andamento di prezzo di ETH che sta ancora pagando il prezzo del recente crollo di reputazione dell’intero settore.

Alcune recenti previsioni particolarmente ottimistiche si sono ben presto infrante contro la dura realtà dell’inverno delle criptovalute. Prendiamo ad esempio quelle dell’analista di Bloomberg, Mike McGlone, che a inizio 2022 aveva previsto che Ethereum avrebbe raggiunto i 4.000/4.500 dollari entri la fine dell’anno. Cosa che non si è affatto verificata, anzi la seconda crypto per capitalizzazione di mercato ha continuato a perdere terreno fino a raggiungere a fine dicembre scorso i 1.200 dollari.

Per il 2023 le previsioni sono quindi più prudenti, e il divario tra quanto previsto e quanto effettivamente si realizzerà risulterà facilmente meno ampio di quanto visto fino ad ora. Si pensa infatti che Ethereum possa raggiungere, già entro la fine del primo semestre di quest’anno, i 2.500 dollari di valore, cosa che sembra trovare infatti conferma nell’andamento di prezzo delle prime settimane dell’anno.

Nei primissimi giorni del 2023 però le previsioni erano ancora molto prudenti, con il CEO di CoinLedger David Kemmerer che spiegava come la debolezza di Ethereum fosse legata soprattutto all’andamento complessivo del mercato delle criptovalute, e al costante aumento dei tassi di interesse ad opera delle bance centrali.

I peggiori scenari sono quelli che potrebbero concretizzarsi in base alle decisioni della Fed rispetto all’aumento dei tassi di interesse, infatti se la politica della banca centrale dovesse farsi più aggressiva non è ancora da escludere un ritorno a valori al di sotto dei 1.000 dollari per Ethereum, fino a toccare addirittura i 500-700 dollari.

Tra gli elementi da tenere d’occhio anche l’esito del caso giudiziario della SEC contro Ripple, infatti se la conclusione dovesse risultare sfavorevole alla crypto potremmo avere una ulteriore spinta ribassista sul prezzo di ETH.

Nel complesso non possiamo escludere, alla luce dell’incremento di prezzo di Ethereum di oltre 25 punti percentuale negli ultimi 30 giorni, che questa spinta rialzista sia sufficientemente solida da spazzare via gli scenari peggiori, e potrebbe essere effettivamente un buon momento per comprare Ethereum (ETH).

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