Nuovo round di finanziamento per ripple, raccolti 200mln di dollari da Tetragon

Negli ultimi giorni sono tornate ad acuirsi le polemiche relative al prezzo di XRP con molti utenti sui social che stanno puntando il dito contro ripple, colpevole a loro dire di utilizzare il token XRP per auto-finanziarsi truffando sostanzialmente gli investitori; intanto, proprio oggi, è stata confermata la chiusura di un nuovo round di finanziamento, guidato da Tetragon (a sua volta affiancata da SBI holdings e da Route 66 Ventures) per 200mln di dollari a beneficio di ripple. Ad alimentare le polemiche, che come detto hanno ripreso vigore dopo essersi affievolite negli ultimi mesi, sono state anche le dichiarazioni di Brad Garlinghouse, CEO di Ripple, che ha affermato che, anche a seguito di questo nuovo round di finanziamento, quello che sta per concludersi può essere considerato per ripple un anno eccezione, in cui il progetto ha fatto registrare la più grande crescita fin dalla sua nascita; chiaramente Garlinghouse non sta parlando del prezzo di XRP quando fa certe dichiarazioni, ma parla più in generale della crescita della rete, tuttavia gli investitori, coi nervi a fior di pelle per il pesante deprezzamento dei token XRP, non sembrano aver preso le dichiarazioni del CEO nel verso giusto. Al netto di qualunque polemica, però, non possiamo negare che il 2019 sia stato un anno estremamente positivo per ripple che è riuscita ad estendere il proprio raggio d’azione in oltre 70 paesi nel mondo e che ha registrato una crescita delle transazioni, su base annua, di ben 10 volte superiore a quanto realizzato nel 2018; se questo non bastasse ricordiamo che proprio quest’anno Ripple ha consolidato e rafforzato la propria presenza nel mercato dei trasferimenti di denaro transfrontalieri, stringendo partnership strategiche coi principali player del settore, RIA e, soprattutto, MoneyGram, nel cui azionariato l’azienda del consorzio R3 è entrata con acquisti per ben 50mln di dollari.

Tutto questo, però, non ha in alcun modo affievolito le polemiche sui social, anche perché il prezzo di XRP continua a calare ormai da mesi; molti account stanno quindi sostenendo che la crescita di ripple andrà a totale beneficio degli azionisti, mentre coloro che hanno acquistato XRP non faranno altro che accumulare perdite dal momento che il loro ruolo, in tutta questa storia, è quello di meri finanziatori del progetto. In pratica ripple si starebbe finanziando vendendo token che non hanno alcun valore (XRP) e giocando sul fatto che in molti credono che la crescita del progetto coinciderà con l’aumento del prezzo delle monete; come noto proprio sulla base di questa tesi sono in corso diversi processi negli USA che vedono ripple citata in giudizio dagli investitori con l’accusa di averli frodati; il punto è che la piattaforma ripple, contrariamente a quanto si possa credere, può benissimo funzionare anche senza XRP, di conseguenza la crescita di ripple (come piattaforma) è completamente svincolata dall’andamento del prezzo di XRP sui mercati. C’è però da ricordare che larga parte del lavoro profuso da ripple nel corso dell’ultimo anno riguarda proprio una serie di partnership il cui scopo è sostenere il prezzo di XRP; se ripple, come piattaforma, può funzionare benissimo senza ricorrere al token nativo lo stesso non può dirsi per alcuni progetti che girano su rete ripple ma che per spostare denaro devono necessariamente convertire la valuta fiat in XRP. Come lo stesso Garlinghouse ha fatto notare di recente, quindi, è assurdo pensare che ripple si disinteressi di cosa succede ad XRP e ancor di più lo è credere che stia volutamente affossando questa moneta anche perché proprio il consorzio R3 è l’entità che detiene il maggior numero di XRP in circolazione.