Le nazioni unite sdoganano la tecnologia blockchain, tecnologia fondamentale per adempiere al mandato nell’era digitale

Blockchain

A sostenerlo è stato António Guterres, attuale segretario generale delle nazioni unite, interpellato in merito da Forbes che ha poi ripreso la dichiarazione in un articolo pubblicato qualche ora fa; del resto che il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia accetti anche donazioni in bitcoin ed ethereum per alcuni dei suoi progetti è cosa risaputa da tempo, per cui non stupisce più di tanto la dichiarazione rilasciata da Guterres a Forbes, che è pero comunque un’ulteriore conferma di quanto l’ONU creda in questa nuova tecnologia. Più specificatamente nella nota rilasciata dal segretario generale delle nazioni unite a forbes si può leggere che:

“Affinché le Nazioni Unite possano svolgere al meglio il loro mandato nell’era digitale è necessario abbracciare tecnologie come la blockchain che possono aiutare ad accelerare il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile”

Nonostante sia noto l’interesse per la blockchain da parte della nazioni unite questa è comunque la prima volta che il segretario generale fa riferimento esplicitamente a questa tecnologia, il che ci lascia immaginare che nei prossimi mesi e anni vedremo l’ONU impegnata sempre più a implementare l’uso della blockchain in un numero sempre maggiore di processi. Sarà in particolare interessante osservare l’uso che in futuro farà di questa tecnologia l’ONU per la riduzione della povertà, dal momento che già oggi tre dei cinque progetti blockchain finanziati dalle nazioni unite riguardano proprio questo tema e sono tutt’ora in corso in Papua Nuova Guinea, Ecuador e Nepal; a differenza di molte altre istituzioni, poi, le nazioni unite dimostrano di non avere alcun pregiudizio verso le monete crittografate e non hanno infatti mai reputato necessario distinguere tra tecnologia blockchain e criptovalute. Questo è così vero che non solo l’ONU ha iniziato, come accennato, ad accettare donazioni in BTC ed ETH, ma ha anche deciso di utilizzare queste stesse criptovalute per finanziare una serie di startup internazionali il cui scopo sarà proprio aiutare le nazioni unite a risolvere una serie di problemi attraverso l’uso della blockchain; tra i numerosi esempi a nostra disposizione che dimostrano quanto questa tecnologia sia funzionale al modo di lavorare dell’ONU possiamo citare il miglioramento della trasparenza nella gestione delle donazioni, il monitoraggio dei processi di approvvigionamento, l’inclusione finanziaria e la possibilità di garantire l’accesso ai servizi bancari anche ai soggetti non bancabili. Insomma, la blockchain può davvero aiutare le nazioni unite a centrare i propri obiettivi e il fatto che le nazioni unite ne siano consapevoli è molto meno scontato di quanto potrebbe apparire.