La blockchain è fondamentale per rafforzare le istituzioni, lo afferma Sheila Warren responsabile del team DLT del World Economic Forum

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Il giudizio sulla tecnologia blockchain sta letteralmente spaccando in due le istituzioni di tutto il mondo; da un lato coloro che vedono questa innovazione come qualcosa di pericoloso per la stabilità del sistema economico, dall’altro coloro che reputano questa tecnologia come un valore aggiunto e un’opportunità da cogliere. A quest’ultima corrente di pensiero appartiene Sheila Warren, responsabile del team che si occupa di blockchain e DLT presso il World Economic Forum. Intervistata da cointelegraph lo scorso venerdì (31 maggio) la Warren ha infatti affermato che una delle più grandi sfide che le istituzioni di tutto il mondo (ed in primis degli USA) si trovano a dover affrontare è il crollo della fiducia da parte dei cittadini. Media, governi, banche, non c’è una sola istituzione che si sia salvata da questa progressiva erosione della fiducia da parte dei cittadini ed è una tendenza che possiamo osservare in linea di massima in ogni paese, anche se con sfumature diverse, ovviamente. La Warren evidenzia i pericoli che conseguono a questo crollo della fiducia, sia a livello politico che a livello di stabilità economica, rimarcando come la blockchain possa rappresentare un’occasione unica per recuperare una situazione che, se ulteriormente trascurata, potrebbe diventare irrecuperabile. Nel corso dell’intervista Sheila Warren afferma infatti che:

“Questa tecnologia potrebbe fornire accesso alle informazioni ai cittadini o a gruppi indipendenti, che potrebbero così condurre verifiche su ciò che accade e sulle decisioni che vengono prese, ponendo così le basi per ricostruire la fede nelle istituzioni”

In un altro passaggio dell’intervista ha anche ammesso di aver comprato dei bitcoin in passato e, con un’umiltà che a mio parere le fa onore, ha evidenziato come questo sia stato fondamentale per farle comprendere a pieno cosa sia e come funzioni la blockchain, ma che le ci sono voluti quasi tre anni per costruirsi questa consapevolezza. Che questa tecnologia sia estremamente complessa e che siano necessari anni per comprenderla in maniera appena sufficiente è cosa ampiamente risaputa dai bitcoiners, tanto quanto viene sistematicamente negata da larga parte delle istituzioni finanziarie (pensiamo ad esempio alle recenti affermazioni di Draghi, presidente della BCE) che troppo spesso hanno espresso opinioni palesemente disinformate finendo col coprirsi sostanzialmente di ridicolo. Insomma, l’intervista di cointelegraph a Sheila Warren dimostra che non tutte le persone all’interno delle istituzioni ostentano l’arroganza che deriva dai propri ruoli e che ci sono anche dirigenti seri, che prima di aprire bocca su certi argomenti si informano doverosamente e che hanno realmente compreso la portata rivoluzionaria di questa tecnologia e l’importanza che può avere sotto molteplici punti di vista. Per il resto non si può fare a meno di notare come chiunque studi abbastanza la blockchain finisca con l’approdare alle medesime conclusioni, mentre tutti gli altri si ostinano ad esprimere opinioni per sentito dire, quasi sempre superficiali se non proprio completamente sbagliate, ostentando una sicurezza che è poi nei fatti fondata sul nulla: appare quindi sempre più una mera questione di tempo prima che la tecnologia blockchain rivoluzioni radicalmente numerosi aspetti della socialità, a partire dal denaro fino a coinvolgere ogni aspetto dell’organizzazione di sistemi complessi.