Indagini sui bancomat bitcoin da parte dell’ Internal Revenue Service americana

Qualche giorno fa ci siamo occupati del grande successo che i bancomat bitcoin stanno avendo a livello globale ed abbiamo spiegato come il grosso di questi dispositivi sia installato negli USA; non deve quindi stupire che adesso l’IRS (acronimo che sta per Internal Revenue Service) stia indagando su questi ATM per assicurarsi che non vengano usati in attività illecite. A riferirlo è Bloomberg in un articolo di qualche giorno fa, ripreso più di recente da CoinDesk, in cui si spiega che i BTM (come vengono chiamati i bancomat bitcoin, per distinguerli dagli ATM) potrebbero potenzialmente facilitare reati come il riciclaggio di denaro e l’evasione fiscale. La fonte citata da Bloomberg è della massima affidabilità, si tratta infatti di Jhon Fort, responsabile delle indagini penali presso l’IRS, il quale ha dichiarato che:

Dal momento che questi dispositivi consentono di scambiare valuta FIAT per bitcoin siamo ovviamente interessati a conoscere l’identità della persona che utilizza il BTM e quale sia la fonte di quei fondi, ma la cosa riguarda chiaramente anche la stessa società che gestisce il bancomat

In ogni caso negli USA la larga parte dei BTM distribuiti sul territorio sono riconducibili a società che operano in maniera assolutamente legale, che sono in possesso delle necessarie licenze per farlo e che quindi soddisfano pienamente il KYC, cioè identificano l’utente ai fini di consentire la normale attività di contrasto al riciclaggio di denaro, tuttavia ci sono già stati casi in cui le autorità hanno scoperto che i BTM erano in realtà gestiti da dei criminali; uno dei più recenti, del quale ci siamo occupati anche noi su questo sito, riguarda un’operazione della polizia spagnola dalla quale è emerso che a gestire alcuni bancomat bitcoin era un’associazione a delinquere dedita allo spaccio di droga che poi utilizzava questi dispositivi per riciclare il denaro frutto dell’attività criminale. Anche se negli USA questo non potrebbe accadere, perché serve una licenza per installare i BTM, l’IRS ha il dubbio che alcune società stiano in realtà eludendo quanto previsto dalle norme in vigore applicando differenti livelli di aderenza alle regolamentazioni; in pratica, come riferito proprio da Fort, il dubbio che le autorità statunitensi hanno è che alcune società, in determinati casi, omettano di verificare l’identità dell’utente, favorendo il riciclaggio di denaro. Come riportato da Bloomberg, però, in questo momento non ci sono casi concreti aperti dall’IRS ma solo indagini in corso che, a quanto pare, non sarebbero riuscite a dimostrare illeciti di sorta; tuttavia Fort afferma che l’IRS ha messo sotto la lente anche l’attività degli scambi esteri temendo che mentre le aziende aventi sede legale negli USA rispettano tutte le normative previste dalle leggi americane gli utenti si stiano rivolgendo a scambi esteri che non sono altrettanto rigorosi nell’adempiere agli obblighi di legge.