Guida agli indicatori di trading online

L’impiego degli indicatori presenti sulle piattaforme di trading online è soggetto alla scelta soggettiva del singolo investitore anche nei mercati in cui si negoziano criptovalute. Non esiste un metodo definito a priori, un periodo temporale adatto oppure un particolare setup che sia efficace sempre, il mercato infatti è sempre mutevole a parità di patterns che si possono perfezionare, a volte infatti un incremento o un decremento giornaliero dei volumi, può modificare le capacità predittive e la capacità tecnica di un indicatore.

Tuttavia con l’esperienza maturata sul campo ogni trader può imparare ad osservare gli investitori globali e ad adattare la view del momento e dunque l’analisi alla specifica situazione. Prima di tutto è essenziale stabilire la fase ed il tipo di mercato con cui andiamo a confrontarci; infatti un mercato piatto, laterale o in tendenza determinano la scelta di indicatori diversi secondo la fase che attraversano le contrattazioni.

In concreto non possiamo utilizzare le bollinger bands in un mercato laterale o ad esempio un oscillatore in un mercato in trend. E’ altresì necessario definire chiaramente il periodo temporale di analisi, ovvero il cosiddetto timeframes operativo, che può variare da un minuto ad un mese, oltre allo studio di coppie di valute differenti, in modo tale da verificare una tendenza verosimile o una divergenza in timeframes diversi. Inoltre un grande ostacolo dell’analisi tecnica e della ricerca del market timing mediante gli indicatori è costituito dalle news anche di natura fondamentale, influenti sui mercati virtuali, per cui è opportuno studiare bene la coppia di valute su cui si vuole speculare per riuscire a capire quali sono gli elementi tecnici, tecnologici e macroeconomici che possono influenzarla.

In sostanza esistono una grande varietà di strumenti tecnici di analisi tecnica e dunque di indicatori più o meno simili, ma con l’esperienza soltanto si sarà in grado di selezionare i più idonei alle contingenze del mercato, in più con lo studio delle oscillazioni pregresse, i traders più capaci, con competenze informatiche, potranno costruirne anche di nuovi adattandoli alle particolari esigenze. E’ bene infatti sottolineare che non esiste un indicatore perfetto e funzionale comunque, anzi la gran parte degli indicatori deve essere sempre modellato alle mutate condizioni. Non a caso spesso è necessario utilizzare più indicatori per ottenere delle conferme tecniche e per meglio analizzare gli scambi in atto nelle contrattazioni di criptovalute.

Pertanto impiegare un solo indicatore per volta per analizzare il mercato può restituire informazioni insufficienti e risultare poco indicativo, dunque usare più strumenti che riescano ad integrarsi vicendevolmente può diventare un sostegno importante all’osservazione dei mercati finanziari. D’altra parte ci sono così tanti indicatori disponibili sulle moderne piattaforme di trading che il trader ha solo l’imbarazzo della scelta. Ciononostante gli indicatori si distinguono in due grandi e principali categorie: gli indicatori lagging e leading. I primi utilizzano i dati storici di prezzi per fornire indicazioni sull’andamento futuro del prezzo stesso e si definiscono lagging in quanto registrano i movimenti dei prezzi solo dopo che questi sono già avvenuti (la media mobile ad esempio). Gli strumenti leading invece sono strumenti che aiutano il trader a stimare i futuri movimenti del mercato. Esempio di questo secondo tipo di indicatori sono i volumi.

I volumi di fatto sono un indicatore piuttosto attendibile, infatti anche se sono rappresentativi soltanto degli scambi forniti dal proprio broker, sono pur sempre un valore importante per intuire il peso di una oscillazione. Non bisognerebbe dimenticare in realtà che quando un movimento dei prezzi è supportato anche da volumi crescenti assume una certa importanza e credibilità, al contrario se i volumi scambiati non sostengono un trend è probabile che si tratti solo di un cosiddetto rumore di mercato momentaneo, insufficiente alla persistenza del movimento direzionale. All’interno di queste due principali categorie di strumenti si inseriscono gli indicatori trend following e gli oscillatori. Gli indicatori trend following sono determinanti per sostenere l’investitore ad individuare e seguire il trend. Un detto noto nel trading è “il trend è il tuo migliore amico”, proprio perché cercare di aprire posizioni nella direzione della tendenza principale rappresenta una scelta meno rischiosa e potenzialmente più redditizia.

E’ il caso di evidenziare però che sebbene gli indicatori trend following favoriscano una strategia vincente in un mercato in trend, i problemi nascono quando il mercato presenta un andamento laterale in quanto possono emergere molti falsi segnali. Negli indicatori trend following rientrano le medie mobili, le bollinger bands, l’envelopes, la deviazione standard, etc. D’altro canto gli oscillatori consentono al trader di individuare e calcolare gli estremi del mercato, livelli dunque in cui i prezzi si trovano ad una quota di ipercomprato o di ipervenduto, fornendo anche indicazioni sulla forza ed il momentum del mercato. Gli oscillatori si adattano bene  ad un mercato laterale dove spesso riescono ad individuare i punti di inversione delle contrattazioni. Esempi di oscillatori tipici sono il macd, il momentum, l’rsi ( relative strength index) etc.. Comunque tutte le migliori piattaforme di connessione ai mercati finanziari sono caratterizzate da una notevole facilità d’impiego e selezione delle differenti categorie di strumenti con un ampia gamma di indicatori.

di Vincenzo Augello