Grosso guaio per Justin Sun, il CEO di Tron denunciato per violazione delle norme su lavoro e molestie e pratiche illegali

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Due ex dipendenti di BitTorrent, piattaforma rilevata da Tron nel 2018, hanno denunciato il CEO dell’azienda, Justin Sun, per violazione delle norme su lavoro e molestie; la notizia è emersa a seguito della diffusione dei documenti giudiziari depositati in California lo scorso 28 ottobre. I querelanti, Lukasz Juraszek, 28 anni, e Richard Hall, 50 anni, chiedono un risarcimento da 15 milioni di dollari alla Rainberry Inc. (l’azienda che per conto della Tron Foundation opera in California), lo stesso Justin Sun e il suo capo di ingegneria, Cong Li. Le accuse mosse sono decisamente pesanti e vanno dal licenziamento senza giusta causa, passando per la discriminazione razziale, fino alle molestie. I due denunciano in particolare di aver subito un clima ostile in azienda e nella querela, lunga una settantina di pagine, spiegano che in particolare tale clima sarebbe imputabile a discriminazione razziale dovuta alle loro origini caucasiche. Se tutto questo vi sembra grave sappiate che la cosa non è finita qui, perché nel deposito i due denunciano anche violazioni ancora più gravi e non mi riferisco tanto alla denuncia relativa alla diffusione di materiale coperto da copyright quanto al fatto che, secondo quanto denunciato dai due querelanti, sulla piattaforma sarebbe stata consentita la circolazione di materiale pedopornografico.

Le accuse, come chiunque può capire, sono pesantissime ed hanno chiaramente rilievo penale; Juraszek riferisce che proprio a seguito del suo rifiuto ad impegnarsi in pratiche che considerava come palesemente illegali e non etiche avrebbe avuto origine il clima discriminatorio in azienda che ha poi successivamente portato al suo licenziamento. Il 12 dicembre scorso Sun, che chiaramente respinge ogni accusa, ha presentato una risposta alle richieste dei querelanti, negando interamente quanto contenuto nella denuncia e sostenendo che le sue azioni come datore di lavoro erano non solo per nulla discriminatorie ma assolutamente sensate e perpetrate per scopi commerciali legittimi. Cointelegraph, che proprio poche ore fa è andata online con un articolo che farà certamente esplodere enormi polemiche nella comunità, riferisce di aver provato a contattare Sun per un commento, senza però aver ancora ricevuto risposta. Intanto, per ora, le quotazioni di TRX non sembrano ancora aver scontato la notizia, tuttavia se la posizione di Sun dovesse aggravarsi ulteriormente e dovessero emergere dettagli capaci di suffragare le accuse mosse nei suoi confronti non solo il prezzo di TRX potrebbe risentirne pesantemente ma, vista la gravità delle accuse, in particolare per quanto riguarda la diffusione di materiale protetto da copyright e di materiale pedopornografico, oltre a rischiare un risarcimento milionario Sun rischia di finire in carcere per molti, molti anni.