Gram, la criptovaluta di Telegram, non vale nulla, a sostenerlo è la SEC

Da mesi stiamo seguendo la causa legale che vede coinvolta Telegram per l’emissione del suo token (Gram), trascinata sul banco degli imputati dalla SEC per aver eluso la normativa statunitense che regola l’emissione di titoli; lo scorso 27 Gennaio si è tenuta una nuova udienza presso il Tribunale distrettuale meridionale di New York durante il quale l’accusa (cioè i legali della SEC) hanno sostenuto che Gram vale sostanzialmente nulla. Più nel dettaglio i legali della Securities and Exchange Commission hanno sostenuto che:

Telegram ha offerto e venduto i suoi token come titoli quando invece aveva promesso di consegnarli in cambio di fondi ai sensi degli Accordi di acquisto. Tale realtà non cambierà se la Corte consentirà a Telegram di consegnare Gram agli acquirenti iniziali come parte di un’ampia distribuzione pubblica, che viola la Sezione 5 e che la Corte dovrebbe imporre ”

La SEC sostiene che Gram non sia una commodity perché non ha valore intrinseco ma il punto, che porterà il tribunale a riconoscere le ragioni della SEC, non è a mio parere questo; quello del valore intrinseco è un vecchio argomento dei detrattori delle criptovalute, usato praticamente contro qualunque moneta (incluso bitcoin) ma che, ovviamente, i sostenitori delle cripto rigettano integralmente. Sostanzialmente nulla ha un valore intrinseco, qualunque cosa acquista valore sulla base di una domanda, in assenza di domanda per quanto si possano accampare pretese sul valore di un determinato bene quello rimane sostanzialmente privo di valore. L’esempio più banale che si possa fare di quanto questo sia vero riguarda il mercato immobiliare; quanto vale una casa? Non lo decide il proprietario dell’immobile, lo decide il mercato; il proprietario dell’immobile può anche iper-valutare il valore della sua proprietà, ma non troverà acquirenti disposti ad acquistare e, quindi, di conseguenza, il valore di quella proprietà è pari a zero. Anche se questa mia argomentazione può sembrare una provocazione il mercato italiano è pieno zeppo di immobili che da anni non riescono ad essere venduti tanto che alla fine si sta sviluppando una tendenza (in certe zone del paese) per cui i proprietari, esasperati dal dover pagare le tasse, arrivano a regalare i propri immobili pur di liberarsene. Di conseguenza quello del valore intrinseco è un argomento abbastanza insulso, che regge magari sul piano accademico ma non nella realtà; si ha un bel dire, per concludere, che una cripto non abbia valore intrinseco, ma se la domanda è alta (per motivi che ci interessano solo relativamente e che possono anche afferire alla mera speculazione) affermare che quella moneta non ha valore è quanto meno arbitrario. Tornando alla SEC il motivo per cui alla fine, a mio parere, vincerà la causa contro Telegram riguarda proprio il fatto che l’azienda ha eluso la normativa sull’emissione di titoli; Telegramin pratica, ha venduto i suoi token solo a investitori accreditati nell’offerta iniziale, eludendo così la normativa statunitense che avrebbe imposto la registrazione come titoli, tuttavia i detentori delle monete, una volta entratone in possesso, avrebbero potuto rivenderli sui mercati, finendo così per contravvenire a quanto previsto dalla normativa americana.