Il futuro del Bitcoin secondo Wall Street

Da sempre vengono fatte previsioni sul prezzo del Bitcoin ma in questi ultimi mesi è soprattutto il mondo di Wall Street che è entrato sulla tematica. Molti analisti si sono sbilanciati negli scorsi mesi con previsioni in parte azzeccate sul prezzo nel breve termine.

Ci sono però anche coloro che azzardano previsioni più a lungo termine e le fazioni sono sempre 2: quelli che prevedono un prezzo in netta crescita e coloro che invece si aspettano un crollo dei prezzi con conseguente fine del mercato delle criptovalute.

Proprio in questi giorni hanno fatto scalpore le dichiarazioni del CEO di JP Morgan, Jamie Dimon, che aveva definito le criptovalute come una frode. Molti credono che siano state proprio queste dichiarazioni a far scendere il prezzo del Bitcoin da $4300 a $3000.

Le previsioni “catastrofiche” di Jamie Dimon

Nonostante fosse uscita la notizia che JPMorgan avesse fatto da Broker a propri clienti permettendoli di investire in un fondo legato ai Bitcoin,  Dimon non ha cambiato idea. Proprio in questi giorni, durante l’India Investor Summit, ha ribadito le sue convinzioni rincarando addirittura la dose: secondo Dimon il Bitcoin e più in generale tutte le criptovalute sarebbero destinati a finire malamente: “Adesso le persone pensano che le criptovalute siano una novità, ma più grandi esse diventeranno e più i Governi ci metteranno gli occhi addosso, proprio come sta facendo la Cina adesso”. Quando l’intervistatrice gli ha chiesto come è possibile interrompere una tecnologia come il Bitcoin, Dimon ha risposto in maniera molto chiara: “basta minacciare di mettere in prigione chiunque voglia acquistare o vendere dei Bitcoin”. Ed alla possibilità che a causa di eventuali restrizioni si possa formare un mercato nero Dimon ha chiuso la porta concludendo: “Questa è un’altra storia…”.

L’altra faccia di Wall Street: Thomas Lee vede il Bitcoin a $25000

Thomas Lee è un analista finanziario e co-fondatore di Fundstrate Global Advisors. Anche lui di New York, anche lui esponente di Wall Street, ma con opinioni diametralmente opposte a quelle di Dimon.

Sempre nella stessa settimana, durante la trasmissione Fast Money dell’emittente Americana CNBC, Thomas Lee ha parlato in termini ottimistici del Bitcoin. A chi gli chiedeva se il Bitcoin fosse meramente una bolla come quella dei tulipani Lee ha risposto mettendolo in relazione al prodotto di punta della Apple: “Ci sono solamente 300 mila persone che hanno almeno $5000 di Bitcoin. Definire il Bitcoin una bolla è come dire che l’Iphone era una bolla nel 2007 quando, a quattro giorni dalla sua uscita, ne erano stati venduti 500mila”.

Secondo Lee il calo di questi giorni è riconducibile ad un problema di liquidità dovuto alla chiusura degli exchanges Cinesi. Ma tali exchanges contano solo per il 13% degli scambi totali. Il Bitcoin ha già visto molte altre volte dei cali simili nella propria storia e si riprenderà.

Il vero valore del Bitcoin secondo Lee sta nella sicurezza della Blockchain: secondo le sue stime per fare una transazione fraudolenta che possa creare un Bitcoin falso occorrerebbero 30 Miliardi di dollari.

Per finire, alla domanda cardine riguardo al valore del Bitcoin, Lee risponde: “Non vale la pena di pensare a quello che il Bitcoin potrà valere tra due settimane o due mesi. Il Bitcoin va pensato come una riserva di valore, così come le persone vedevano l’oro negli anni ’80 quando non avevano fiducia nel Dollaro”. E da qui trae la sua previsione: “Se il Bitcoin arriva al 5%dell’Oro [si riferisce alla capitalizzazione n.d.r.] in 5 anni varrà 25 mila Dollari”.