Formazioni grafiche: la bandiera rialzista

Anche le bandiere rialziste sono classificate tra le figure grafiche più diffuse in analisi tecnica, probabilmente in virtù della loro popolarità e riconoscibilità. Le figure a bandiera sono molto più comuni di quelle testa e spalle, e anch’esse si producono su tutti gli orizzonti temporali, dai grafici mensili a quelli a un minuto. Le bandiere peraltro, sono figure di continuazione del trend, legate ad un impulso, secondo il principio per cui il momentum precede il prezzo.

Con questo pattern in effetti è bene considerarlo il momentum, in quanto se prezzo e momentum formano simultaneamente un massimo, ci aspetteremo che successivamente il prezzo registri un massimo più elevato. In effetti ci vuole una energia notevole per mettere un corpo in moto, nel nostro caso, un improvviso squilibrio nella relazione offerta/domanda, mentre ce ne vuole una minore per mantenerlo in moto. Le bandiere rialziste sono un valido esempio di come la fisica e questo concetto del moto si applichino ai grafici del prezzo. Consideriamo tuttavia che una bandiera rialzista è caratterizzata da tre componenti specifici:

L’asta che é rappresentata dall’impulso iniziale.

Il drappo, costituito dal ritracciamento.

L’altezza della bandiera, ovvero la reazione nella direzione dell’asta.

In fisica, un corpo tende a rimanere a riposo fino a quando non interviene una forza che lo mette in moto; la stessa logica sta alla base della bandiera rialzista. Il nostro obiettivo è quello di predire quando interverrà la forza, interagendo con l’oggetto, o meglio, nel nostro caso, quando l’improvviso squilibrio fra offerta e domanda spingerà il prezzo in alto in un netto movimento di impulso. E’ come la spalla sinistra di una formazione testa e spalle: non è possibile sapere che la figura si sta formando, fin quando non si è quasi completata. Un’altra analogia che ci aiuta a comprendere la bandiera rialzista è quella del sasso lasciato cadere nelle calme acque di un laghetto: c’è un’esplosione iniziale di energia che mette in moto le onde, onde che poi diventano lievi increspature man mano che l’energia si disperde.

La spinta iniziale, data dallo squilibrio offerta/domanda che dà vita alla formazione a bandiera è il sasso fatto cadere nel calmo laghetto; l’effettiva strategia è assimilabile al fatto di cavalcare l’onda o l’increspatura che si crea dal movimento iniziale. Ancora una volta è importante ricordare il principio legato al momentum, secondo cui quando con il prezzo forma un nuovo massimo, vi è la probabilità che il prezzo registri successivamente un massimo più elevato dopo una correzione iniziale. Nella formazione a bandiera, il drappo rappresenta la correzione iniziale del prezzo, mentre il trade che effettuiamo, acquistando alla rottura della bandiera, consiste nello sfruttare la componente “massimo superiore”, connesso alle regole e all’indicatore del momentum*.

In merito all’operatività su una bandiera rialzista, i trader, quando sono convinti di operare con questo pattern, puntano ad aprire una nuova posizione scegliendo uno fra due punti. Il trader aggressivo mira ad acquistare nel punto quanto più prossimo possibile alla parte bassa della bandiera, quando spesso il prezzo si muove all’interno di un canale di trend parallelo a breve termine discendente. Questa strategia consente di ricorrere a uno stop loss più stretto, che migliora il vantaggio ossia il money management. Il trader più moderato invece, entrerà in una posizione long soltanto quando il prezzo abbia rotto al ribasso il canale di trend parallelo superiore, quando è uscito dal drappo, probabilmente su una forte candela rialzista come una marubozu. Il fatto di aspettare una conferma per avere la certezza che si stia davvero operando su una figura a bandiera comporta certamente dei vantaggi; lo svantaggio però è rappresentato dalla maggiore distanza dello stop loss, che é generalmente piazzato al di sotto del confine inferiore del canale di trend parallelo.

Il calcolo dell’obiettivo di proiezione del prezzo di una bandiera rialzista è fra i più semplici: basta misurare la distanza orizzontale di prezzo dell’asta e poi aggiungere questo valore al punto più basso del canale di trend parallelo, quando il prezzo esce dal canale di trend e comincia a salire. Così facendo, si otterrà l’obiettivo di proiezione di prezzo superiore. In alternativa, alcuni trader calcolano l’obiettivo proiettando l’altezza della bandiera in corrispondenza del prezzo di breakout, situato sul bordo superiore del canale della bandiera, piuttosto che partendo dalla parte bassa del ritracciamento, ovvero il bordo inferiore del canale che individua la flag.

Flag è una maniera alternativa per definire una formazione a bandiera; ciononostante non esiste una formula magica che faccia funzionare perfettamente tutti i patterns, per cui spetterà a ciascuno degli operatori fare delle sperimentazioni su alcune bandiere e scoprire quale dei due metodi di proiezione del prezzo funziona meglio, considerando anche il proprio stile di trading. Dal punto di vista del profitto raggiungibile, i trader più esperti tentano di chiudere la posizione quando il prezzo si avvicina all’obiettivo di proiezione del prezzo superiore, o lo raggiunge, in special modo se si forma una candela di inversione come ad esempio una doji o una serie di doji.

Di Vincenzo Augello

*Guida completa al trading (Corey Rosenbloom, Hoepli editore 2012)