Euro digitale si farà? Dalla Germania una timida apertura…

Di euro digitale si parla da diverso tempo ma, solo di recente, qualcosa sembra muoversi anche in ambito UE dove, peraltro, non si pecca certo di rapidità per quanto riguarda questa innovazione.

Se però a parlarne è la Germania, titolare dell’influenza maggioritaria (o quasi) di ciò che avviene nell’Eurotower, qualcosa vorrà pur dire.

Negli ultimi giorni Jens Weidmann, il presidente della Bundesbank, ha parlato apertamente di euro digitale affermando che la sua introduzione nel sistema finanziario dovrà essere cauta, al fine di non destabilizzarlo. Per il banchiere, infatti, la valuta digitale potrebbe turbare il settore bancario ed ampliare eccessivamente il ruolo della Banca centrale europea. Ma come?

Per esempio, sostiene Weidmann, in tempi di crisi i consumatori potrebbero convertire i loro depositi in euro digitale, direttamente garantito dalla banca centrale. In questo modo si ritira però la liquidità in circolo e si finisce con il danneggiare gli investimenti di imprese e famiglie.

Fin qui, le criticità. Le buone notizie sono però che Weidmann non si è dichiarato contrario a una moneta unica virtuale, a patto che purché il suo ingresso nell’economia reale avvenga con la già citata gradualità.

Un approccio graduale potrebbe avere senso visti i rischi che comporta. Questo significa che un euro digitale avrebbe una serie specifica di caratteristiche e l’opzione di aggiungere ulteriori funzioni in seguito

ha affermato.

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