Il patron di Tesla e SpaceX continua ad avere un atteggiamento rialzista sulle criptovalute in un periodo in cui la pressione dell’inflazione si fa sempre più pesante

Il CEO di Tesla e fondatore del progetto SpaceX, Elon Musk, è tornato a condividere ancora una volta via Twitter la sua visione del mercato, esprimendosi in particolare sull’andamento delle criptovalute. In particolare l’imprenditore sudafricano ha assicurato che “non venderà” le sue partecipazioni in Bitcoin, Ethereum e Dogecoin nonostante la forte pressione inflazionistica.

I commenti dell’uomo più ricco del mondo sono arrivati attraverso Twitter, on un thread in cui si discuteva dell’inflazione. “Tesla e SpaceX stanno assistendo ad una significativa spinta inflazionistica di recente sulle materie prime e sulla logistica” ha infatti scritto Elon Musk dopo aver chiesto al suo pubblico opinioni in merito al “probabile tasso di inflazione nei prossimi anni”.

Tra le risposte a Musk arriva anche quella di Micheal Saylor, CEO di MicroStrategy, il quale si aspetta che la fuga da “contanti, debiti e azioni di valore” verso la sua risorsa preferita, il Bitcoin “vada intensificandosi” in questa fase.

Elon Musk si è detto in parte d’accordo ed ha aggiunto che “generalmente è meglio possedere cose fisiche come una casa o azioni in società che ritieni siano buoni prodotti, piuttosto che dollari quando l’inflazione è alta” confermando poi che non intende vendere le sue criptovalute.

Non dimentichiamo che MicroStrategy e Tesla sono tra le più grandi aziende a detenere Bitcoin nei loro bilanci. La società di Saylor in realtà ha avuto un approccio perfino più aggressivo, accumulando miliardi di dollari nell’attività negli ultimi anni. Mentre Tesla lo scorso febbraio ha investito 1,5 miliardi di dollari in Bitcoin.

Tesla ad un certo punto ha addirittura deciso di accettare il Bitcoin per i pagamenti, salvo poi fare marcia indietro poco dopo, adducendo tra le motivazioni dei presunti problemi ambientali legati a Bitcoin.

Elon Musk “Padre Doge”

In ogni caso Musk ha preferito diversificare maggiormente nell’esplorare le opportunità offerte dal mercato delle criptovalute, fino a diventare un ‘fan’ di Dogecoin. Tra l’altro sono stati gli stessi tweet di Musk a contribuire alla crescita della moneta meme, portandola ad un impressionante ma anche controverso rialzo dei prezzi.

Anche nell’ultimo tweet il fondatore di Tesla menziona Dogecoin, e nel farlo produce ancora una volta lo stesso effetto. DOGE ha infatti subito un’impennata del valore da 0,111$ a 0,119$ registrando un incremento di prezzo del +7% circa secondo i dati estratti da CoinMarketCap.

In seguito parte di questo margine di crescita del Dogecoin è andato perduto, e in questo momento la moneta si scambia a 0,115$.

Musk, il mercato crypto e la questione inflazione

Per quel che riguarda la questione inflazione, molti investitori nei mercati tradizionali stanno affrontando il problema ricercando maggior sicurezza. Resta da capire se le criptovalute potranno diventare un bene rifugio oppure no.

Musk è probabilmente l’unico CEO a suggerire di conservare Dogecoin per rispondere all’aumento dei prezzi, e nel frattempo le aziende di tutto il mondo stanno guardando all’aumento dell’inflazione con una certa preoccupazione.

Un recente rapporto del Dipartimento del Lavoro degli Stati Uniti evidenzia che l’indice dei prezzi al consumo (CPI), un paniere di merci che vanno dalle automobili al latte, passando per cereali e vestiti, ha toccato il suo massimo da 40 anni proprio la scorsa settimana. Nel raffronto coi dati relativi al febbraio dell’anno scorso vediamo un aumento dei prezzi del +7,9%.

Inoltre il proseguire del conflitto armato in Ucraina non potrà che determinare un ulteriore aumento della spinta inflazionistica nelle prossime settimane. La decisione di imporre sanzioni sempre più pesanti contro Mosca, che dovrebbe spingere la Russia a rinunciare al conflitto, nel frattempo ha portato ad un ulteriore aumento del prezzo delle materie prime e dei prodotti energetici come il petrolio, con conseguente aumento del costo della benzina e quindi dei trasporti.

Tuttavia anche le sanzioni e l’aumento dell’inflazione sono stati presentati come quei problemi specifici che asset deflazionistici come Bitcoin puntano a risolvere. Le transazioni sulla rete Bitcoin non possono essere bloccate da terze parti e la fornitura limitata di Bitcoin di 21 milioni significa che esiste un ammontare limitato che ci sarà sempre.

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