Delisting per le criptovalute anonime, adesso è ufficiale la decisione di Upbit, così come vi avevamo anticipato

Ad inizio mese siamo stati tra i primissimi siti di settore ad informarvi che a seguito del giro di vite voluto dal GAFI (gruppo di azione finanziaria internazionale) alcune criptovalute anonime stavano rischiando il delisting sul principale exchange sudcoreano; adesso (lo riporta CoinDesk) arriva l’ufficialità e UpBit ha confermato di aver concluso le proprie valutazioni e di aver deciso il delisting per ben sei monete, tra le quali spiccano anche cripto eccellenti. Ad essere colpite dal ban saranno XMR, DASH, ZEC, XHV, TUBE e PIVX, che finiscono quindi escluse da UpBit, a partire dal prossimo 30 settembre) dopo aver subito la stessa sorte per mano di OkEx (almeno per quanto riguarda i trader sudcoreani). Tornando alla decisione presa da UpBit, sul blog ufficiale hanno motivato la scelta di procedere al delisting delle criptovalute anonime scrivendo che:

Il delisting è imputabile al rischio che verso tali monete confluiscano attività tese a riciclare il denaro, esistono anche criptovalute che possono utilizzare selettivamente le funzionalità di anonimato che non sono state escluse perché abbiamo avuto la possibilità di supportare solo depositi e prelievi trasparenti.”

Insomma, bastano queste poche righe a comprendere fino a che punto l’azione del GAFI sia sostanzialmente inutile; intanto le cripto anonime non spariranno dal mercato ma solo dagli exchange centralizzati, continueranno ad essere commerciate sulla rete e scambiate attraverso sistemi come gli Escrow, reti P2P o, più banalmente, piattaforme di scambio decentralizzate, in secondo luogo basterà lasciare la blockchain trasparente permettendo agli utenti di stabilire il livello di privacy desiderato per non incappare nel rischio di delisting. Insomma, il GAFI sembra aver voluto più che altro ostentare di non aver intenzione di restare con le mani in mano, ma la sua azione non produrrà alcun cambiamento considerevole sul mercato; anzi, paradossalmente l’azione del GAFI potrebbe avere un effetto esattamente contrario a quello auspicato, favorendo il declino delle piattaforme centralizzate e fornendo nuova linfa e liquidità agli exchange decentralizzati. A quel punto, nel momento in cui il ricorso ai DEX diventerà la prassi, tanti saluti ad ogni forma di controllo, al KYC e ad ogni possibilità di monitorare i flussi di denaro; per non parlare del giorno in cui dovessero nascere veri e propri mixer decentralizzati. Non è un caso se uno dei modi di dire più frequenti nella comunità recita che “non esiste il tasto disinventa”, per cui se da un certo punto di vista è senza dubbio vero che questa tecnologia semplifica il riciclaggio di denaro è altrettanto vero che non possiamo farci un bel nulla.