DeFi e organizzazioni autonome decentralizzate, scopriamo insieme di cosa si tratta

Blockchain

Continuiamo il nostro viaggio all’interno delle piattaforme DeFi ed oggi ci occupiamo di DAO, acronimo inglese che sta per Decentralized autonomous organization e che tradotto in italiano suona grosso modo come Organizzazioni Autonome Decentralizzate; si tratta sostanzialmente di organizzazioni la cui attività ed il cui potere esecutivo sono ottenuti e gestiti attraverso regole codificate, comunemente Smart Contract. Lo status legale di questo tipo di organizzazioni, a livello internazionale, non è ancora stato definito precisamente e la presenza di un buco normativo sta rappresentando un ostacolo alla crescita di quello che è uno dei settori più interessanti tra quelli nati intorno alla tecnologia blockchain. Il concetto è tanto semplice quanto potenzialmente rivoluzionario, la governance e la “cassa” delle DAO vengono gestite collettivamente in maniera decentralizzata attraverso smart contract e protocolli di consenso creati ad hoc, in un certo senso, quindi, potremmo definire le DAO come delle cooperative 2.0 in cui però mancano gli ordini direttivi e i rapporti tra i partecipanti sono tutti paritari e orizzontali. Tra le piattaforme già attive in questo campo la più affermata è senza dubbio Aragon, che consente di gestire liberamente e collettivamente organizzazioni, aziende e comunità globali il tutto senza frontiere, intermediari e, particolare non irrilevante, senza il peso di una burocrazia asfissiante; creata nel novembre 2016 da Luis Cuende and Jorge Izquierdo con l’intento di rendere possibile la governance decentralizzata e condivisa di progetti sia aziendali che non.

Idea molto simile è quella che sostiene colony, che però è una piattaforma orientata integralmente a progetti di natura digitale. Interessante anche il concept di DAOstack che, come si può leggere sul sito, punta a rendere possibili nuove forme di associazione umana che combinano la scala e l’efficienza dei mercati liberi con l’allineamento e la coerenza delle startup; secondo DAOstack Il futuro del lavoro prevede reti auto-organizzate attorno a obiettivi e interessi condivisi e una nuova economia in cui la cooperazione è la strategia vincente. Lo scopo ultimo di tutte queste piattaforme è di consentire la nascita e la crescita di progetti che abbiano una natura sovranazionale, che non siano quindi legati a uno specifico territorio ma che radunano intorno a se persone e comunità da ogni parte del mondo che collaborano in maniera orizzontale e paritaria non solo alla strutturazione di un progetto (indipendentemente dal fatto che abbia una natura aziendale) ma anche alla sua governance. Un modo di concepire il lavoro completamente diverso, che rende possibile collettivizzare la proprietà di un’organizzazione, mettendo tutti sullo stesso piano, slegando le persone dai luoghi fisici di lavoro e permettendogli di collaborare a un progetto senza sradicarsi dalla propria terra; un’idea del genere, in un mondo caratterizzato da enormi flussi migratori dovuti proprio alla povertà e alla mancanza di opportunità lavorative, rappresenta chiaramente un’opportunità unica nel suo genere e rivoluzionaria.