Criptovalute: lo stato di New York contro bitfinex, si va alla resa dei conti

La notizia risale a ieri e riguarda una sentenza depositata proprio in data 19 Agosto e secondo la quale il tribunale riconosce al procuratore generale di New York la giurisdizione per indagare su Bitfinex; l’azienda dovrà quindi andare a processo nello stato di New York così come deciso dal giudice Joel Coehn, che ha respinto ogni tentativo di Bitfinex di tirarsi fuori dalla causa in corso. Finita al centro delle polemiche con l’accusa di aver occultato quasi 1mld di dollari di perdite (850mln di dollari, per la precisione, che ancora non riesce a capire che fine abbiano fatto) bitfinex ha schierato un vero e proprio esercito di avvocati, ben 60 e si stima abbia già investito mezzo milione di dollari nella propria difesa. La strada più facile per la difesa appariva proprio quella di negare che la procura di New York avesse giurisprudenza sul caso, cosa che però è stata appunto negata nella giornata di ieri; sia i rappresentanti legali di Bitfinex che quelli di Tether avevano tentato di svincolarsi dalla morsa dell’NYAG presentando tutta una serie di documenti che avrebbero dovuto dimostrare come nessuno dei loro clienti risiedesse a New York. Tutto questo per il semplice motivo che la regolamentazione, almeno per quel che riguarda le criptovalute, nello stato è estremamente severa e rigorosa, per cui New York è sicuramente il luogo meno adatto per affrontare una causa di questo tipo; con la sentenza che il giudice Cohen ha depositato ieri, sfortunatamente per bitfinex, viene negata la possibilità di porre fine all’azione del NYAG riconoscendo la giurisdizione alla procura newyorkese. Detto tra noi, tentiamo di essere schietti perché che bitfinex e USDT abbiano un piede nella fossa credo sia ormai chiaro praticamente a tutti, o quanto meno lo è per tutti coloro che seguono assiduamente il mercato; il problema non sono solo le cause legali, che comunque prima o poi arriveranno a termine e non potranno che concludersi con condanne per risarcimenti molto onerosi, il punto è che la piattaforma di scambio ha la credibilità bruciata e nessuno ormai vuole vedere USDT neanche col binocolo. Tra exchange che stanno aprendosi al trading direttamente in valute fiat e il progetto Venus di Binance (del quale parlavamo proprio ieri), che punta alla creazione di un ecosistema di stablecoin da integrare sulle proprie piattaforme lo spazio per una moneta come USDT si è sostanzialmente esaurito e Bitfinex dovrebbe iniziare a preoccuparsi di come fare a ricomprare le monete in circolazione, in caso contrario i suoi dirigenti, oltre ai risarcimenti, rischiano il carcere per frode. Anche volendo fare esercizio di ottimismo non ci sono proprio gli estremi per credere che bitfinex possa sopravvivere alla tempesta che le si sta scatenando contro e sembra essere solo questione di tempo prima che i sistematici scandali e le continue cause legali le diano il colpo di grazia; staremo a vedere come andranno le cose e se il team di legali schierato in campo riuscirà nell’impresa di tirare fuori dalle sabbie mobili il proprio cliente, per come stanno le cose attualmente, però, ci vuole davvero una bella dose di incoscienza, a mio parere, per continuare a tenere i propri fondi su questa piattaforma.