Criptovalute: la Turchia è pronta a testare la sua CBDC entro la fine del 2020

Come tutti i paesi alle prese con manovre speculative al ribasso sulla propria valuta anche la Turchia, a partire dallo scorso anno, ha conosciuto una crescita esponenziale dei volumi di acquisto di bitcoin da parte di cittadini preoccupati che la svalutazione della lira li lasciasse con un pugno di mosche in mano; questo è uno scenario che è diventato abbastanza tipico al giorno d’oggi, quando sull’economia di un paese spirano venti di crisi le quotazioni di bitcoin prendono il volo, l’abbiamo visto succedere in Venezuela, in Argentina e, appunto, anche in Turchia. C’è però un altro fenomeno che sta diventando comune e che ancora in pochi hanno notato e cioè che tra le primissime mosse fatte dai governi alle prese con una fase di contrazione economica c’è il tentativo di emettere una propria CBDC (criptovaluta garantita dalla banca centrale); ancora una volta il primo paese a inaugurare questa tendenza è stato il Venezuela, tuttavia anche la stessa Cina si è di recente mossa in questa direzione e non è un caso che questa scelta sia arrivata in corrispondenza con un dato del pil che, sia pure astronomico rispetto ai numeri a cui siamo abituati in Italia, si è fermato ad appena il 6% (il dato più basso degli ultimi 30 anni). Non deve quindi stupire che Erdogan abbia ordinato, per mezzo del programma presidenziale pubblicato lo scorso 3 novembre, di completare i test sulla CBDC turca entro la fine del 2020. Secondo quanto si apprende da fonti di stampa locali, quindi, il governo turco svilupperà una piattaforma per pagamenti digitali istantanei che per funzionare utilizzerà una criptovaluta ancorata alla lira; al progetto, oltre alla banca centrale, parteciperanno anche l’agenzia nazionale per l’innovazione tecnologica e il TUBITAK (in pratica una sorta di equivalente turco del nostro CNR). Che la Turchia fosse intenzionata ad investire pesantemente nello sviluppo di infrastrutture blockchain era comunque cosa risaputa da tempo, già con la pubblicazione del piano di sviluppo economico quinquennale (valido fino al 2023) era emersa in maniera precisa questa volontà, così come pure l’intenzione di emettere una propria CBDC, adesso però la tabella di marcia è più dettagliata e diventa lecito pensare che una lira digitale verrà probabilmente emessa nel corso del 2021, andandosi ad affiancare alle varie altre piattaforme blockchain di stato che serviranno a migliorare il funzionamento della pubblica amministrazione e dei servizi doganali nel paese.