Criptovalute: la Tunisia sposta la propria valuta nazionale su piattaforma blockchain, è nato l’E-Dinar

L’agenzia di stampa russa Tass, con un articolo dello scorso 7 novembre, ha confermato che la Tunisia è il primo paese al mondo che sta spostando la gestione del denaro su piattaforma blockchain; la cosa interessa i russi perché a collaborare all’emissione della CBDC tunisina sarà proprio una startup russa (la ICO Universa). La stessa banca centrale tunisina ha confermato l’avvio della digitalizzazione del dinaro e l’emissione della nuova valuta digitale attraverso la blockchain di Universa, la quale riceverà le commissioni sulle transazioni effettuate a ricompensa di questo servizio, mentre la blockchain sarà totalmente trasparente e analizzabile dalla banca centrale tunisina. Come confermato da Alexander Borodrich, CEO di Universa, non siamo però di fronte a una vera e propria criptovaluta, dal momento che l’e-dinar circolerà sotto forma di cartamoneta, semplicemente il ricorso alla blockchain rappresenta un ulteriore passo in avanti nelle tecniche pensate per ridurre la contraffazione e renderà l’emissione di moneta meno costosa e più trasparente. Più nel dettaglio Borodich ha dichiarato che:

Le banconote digitali non possono essere contraffatte, ogni banconota è protetta dalla crittografia come la sua controparte cartacea ha le sue filigrane digitali. Inoltre, la produzione di una simile banconota è 100 volte più economica per quanto riguarda il processo di stampa”

La Tunisia, quindi, sposterà parte delle sue riserve di denaro su piattaforma blockchain, permettendo ai cittadini di scambiare le banconote fisiche con quelle digitali. Questo avrà un impatto importante sulle banche del paese, le riserve di denaro cartacee, infatti, nel lungo periodo entreranno in possesso della banca centrale, che le custodirà, mentre le banche commerciali si limiteranno all’erogazione dei servizi bancari. Non siamo quindi di fronte alla scomparsa del denaro contante, che anzi verosimilmente continuerà a circolare nel paese ancora per molto tempo, ma si tratta senza dubbio di un passaggio intermedio, in cui ogni banconota in circolazione avrà un proprio “gemello” (per così dire) virtuale. In pratica il funzionamento dell’e-dinar assomiglierà molto a quello di una stablecoin, con la banca centrale che per ogni e-dinar emesso tratterrà in riserva un pari quantitativo di banconote.