Criptovalute: Justin Sun detta pubblicamente la linea su twitter e annuncia novità per gli stakeholder TRON

Come ogni trader di criptovalute sa bene non si può vivere al giorno d’oggi senza un account twitter e, dato che una TL ben curata è fondamentale per arrivare tempestivamente sulle notizie, quando li fuori è in giro un personaggio come Justin Sun quello è sicuramente uno degli account da seguire; il giovane CEO e co-founder di TRON, infatti, è solitamente molto espansivo su twitter ed ogni tanto, in mezzo a tonnellate di autocelebrazione, concede anche qualche preziosa informazione. Lo ha rifatto ancora ieri, in una serie di tweet per mezzo dei quali ha voluto dettare quelle che saranno le priorità dei prossimi mesi per TRON; gli sviluppatori, stando a quanto dichiarato dal CEO, si concentreranno principalmente sul consolidare una maggiore partecipazione della comunità, evidentemente anche aumentando la ricompensa per i nodi, perché la decentralizzazione della rete è considerata un obiettivo fondamentale da centrare. Si tratta quindi, molto banalmente, di rivedere il modo in cui gli stakeholder possono ricavare rendimenti dalla loro partecipazione alla rete; col nuovo sistema quello che avverrà, detto in maniera molto spicciola, è che per ogni blocco i 127 nodi più votati verranno ricompensati in misura direttamente proporzionale ai voti ricevuti, la ricompensa complessivamente erogata, però, rimarrà sempre di 160TRX (circa 2,65$ al cambio attuale). La comunità intanto è in attesa dell’aggiornamento previsto per il Sun Network (lanciato ufficialmente poco più di un mese fa) che su carta dovrebbe consentire capacità illimitate alla mainnet TRON; si tratta sostanzialmente di una soluzione di scalabilità off-chain (la stessa soluzione impiegata nel lightning network quindi) che come noto non è ben vista dai puristi della tecnologia blockchain (i quali hanno ovviamente le loro buone ragioni). Il problema, in soldoni, è la scalabilità off-chain (adottata sia dal lightning network che da TRON) finisce sostanzialmente per favorire un progressivo accentramento della rete; d’altro canto questo genere di soluzioni, verosimilmente, permettono un minor consumo di energia, garantendo al contempo una scalabilità tecnicamente infinita a fronte di ottimi standard in termini di sicurezza. Il problema della scalibilità, per concludere, esiste e in qualche modo vi si dovrà fronte, non ci rimane quindi che restare ad osservare quali soluzioni i vari team di sviluppatori metteranno in campo per capire chi riuscirà a garantire una buona scalabilità sacrificando il meno possibile la reale decentralizzazione della rete; questa è infatti una delle principali sfide per l’industria blockchain e la criptovaluta che riuscirà per prima a superare questo scoglio si garantirà un vantaggio non da poco su tutte le altre concorrenti.