Craig Wright si ostina a spacciarsi per l’inventore di bitcoin e prova a dimostrarlo, di nuovo, con documenti privi di senso

wright

Craig Wright sta rapidamente uscendo dalla fase in cui suscitava rabbia nella comunità e sta entrando in una nuova fase in cui l’unica cosa che suscita è un’incontenibile ilarità; l’imprenditore si ostina a volersi spacciare per Satoshi Nakamoto (l’inventore di bitcoin) ma ogni tentativo lo trascina sempre più nel ridicolo. Questa volta ci ha provato nel corso di un’intervista pubblicata da Modern Consensus lo scorso 19 Dicembre e la prova inconfutabile, secondo lui, che dimostrerebbe finalmente che dietro all’invenzione di bitcoin ci sarebbe proprio lui è addirittura una nota a mano scritta di suo pugno; per intenderci, è come se io presentassi una mia nota scritta in cui dico di essere napoleone a riprova del fatto che sono veramente napoleone. Andiamo con ordine e spieghiamo nel dettaglio cosa è successo perché è veramente una delle cose più esilaranti che mi sia mai trovato a commentare; dunque, nel corso della suddetta intervista Craig Wright ha voluto spiegare da dove deriva il nome di Satoshi Nakamoto e per dimostrare che tutto ciò che ha raccontato è vero ha presentato una nota scritta di suo pugno su un documento datato 5 gennaio 2008. Il documento era un articolo che trattava di un tal Tominaga Nakamoto, che visse in Giappone nella prima metà del ‘700; a dimostrazione del fatto che proprio da quel documento il buon Wright avrebbe tratto ispirazione per ideare quello che probabilmente è lo pseudonimo più famoso nella storia dell’umanità una nota scritta di suo pugno che riporta quanto segue:

“Nakamoto è l’Adam Smith giapponese. Registro onesto + Micro Cash. Satoshi è storia intelligente. Non troppo difficile”

Ora, anche un bambino capisce che lui potrebbe essersi imbattuto nell’articolo in questione il giorno prima, aggiungendo una nota a penna; il fatto che l’articolo risalga al 2008 non dimostra infatti che la nota aggiunta di proprio pugno sia stata scritta anche lei nel 2008. Andrebbe poi fatta un’altra considerazione e cioè che di Satoshi Nakamoto sappiamo quasi nulla, ma una cosa la sappiamo, era una persona sicuramente molto intelligente e brillante, cosa che chiaramente Craig Wright non è; come si potrebbe infatti mai accettare che una persona intelligente come Satoshi potesse mai illudersi che una nota scritta di proprio pugno su un articolo rappresenti una prova? Anche perché di come si fornisca una prova valida in un contesto in cui non c’è fiducia reciproca Satoshi (quello vero) era un esperto, forse uno dei maggiori esperti che siano mai esistiti; tanto più che, come noto, per dimostrare in maniera inconfutabile di essere il vero Satoshi basterebbe movimentare i bitcoin che sono custoditi dai wallet che sappiamo essere stati di sua proprietà, fondi che però, guarda un po’ che strano, Craig Wright si rifiuta di movimentare, mentre presenta prove alle quali non crederebbe nemmeno un bambino di sei anni. Nella stessa intervista, successivamente, l’imprenditore spiega anche da dove deriverebbe la scelta del nome Satoshi, che significherebbe “apprendimento intelligente”, peccato solo però che anche questo sia falso; basta fare una rapida ricerca su google per risalire al reale significato del nome Satoshi (un nome molto comune in Giappone) che, come riporta wikipedia:

“Si basa sul giapponese 聡 e significa “che pensa chiaramente”, perspicace, saggio”

Insomma, ogni volta che Craig Wright apre bocca non c’è mai, nemmeno per caso, nulla che appaia anche solo lontanamente come vero; non solo, ogni volta che prova a dimostrare di essere il vero Satoshi Nakamoto non fa altro che ottenere l’esatto contrario, convincere sempre di più chiunque dotato di un minimo di cervello che in realtà è solo un millantatore, come quando in un tribunale presentò un documento con una data anteriore a quella in cui è stato inventato il font con cui il documento era scritto. Siamo quindi chiaramente di fronte a un bugiardo seriale, ma questo lo sapevamo già; c’è di buono che il vecchio Craig ci fa sempre ridere tantissimo, magari non passerà alla storia per essere l’inventore di bitcoin ma sicuramente verrà ricordato come uno dei clown di maggior successo nella storia dell’umanità.